Casa forte di San Salvatore a Majano:
interventi di ristrutturazione bio-compatibili in zona sismica
(Terza parte)
Prof. Erich Roberto Trevisiol, Docente IUAV
Architetti Ugo Brollo e Daniele Pontarini
Il progetto architettonico
Oltre alla scelta di utilizzare, per quanto precedentemente esposto, tecniche di Bio-edilizia, si è tenuto conto delle indicazioni riportate nel volume "Criteri per il restauro dell'architettura fortificata," prodotto dal Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli-Venezia Giulia, a cura di Maurizio Strassoldo.
Il documento, che peraltro fa riferimento alle varie Carte del Restauro, sottolinea ripetutamente la necessità di salvaguardare le caratteristiche strutturali e tecnologiche degli edifici, preferendo l'adozione di tecniche tradizionali, limitando l'utilizzo di tecnologie innovative ai casi in cui non sia possibile intervenire diversamente.
Secondo lo stesso documento, è importante e necessario
"interpretare un manufatto storico, individuando le aggiunte e le manomissioni subite, dandogli un adeguato e controllabile miglioramento statico con mezzi compatibili e reversibili (reintegrazioni murarie, speroni, tiranti non occultati ecc.)"
Si sottolinea anche che "sinora l'esigenza di dissimulare i mezzi di rinforzo per non alterare l'aspetto ed il carattere degli edifici ha giustificato il ricorso a tecnologie innovative che permettono di realizzare rinforzi invisibili, ma generalmente irreversibili, adulteranti, incompatibili e poco durabili, conservando di fatto l'aspetto e non la struttura della fabbrica."
Attraverso l'Analisi del Danno e l'individuazione dei Meccanismi di Crollo sono stati definiti i metodi di intervento strutturale e ricostruttivo, prevedendo, ove possibile, la risarcitura del danno ed il ripristino delle strutture originarie, oppure lo smontaggio e ricostruzione della muratura o ancora la realizzazione di murature interne atte a sostenere le strutture ormai troppo danneggiate per poter svolgere il loro compito.
Solo per il Corpo Ovest si è preferita la soluzione della conservazione di quanto esistente nella condizione attuale, mettendo in sicurezza le murature rimaste e realizzando una struttura interna, staccata dall'esistente, realizzata in legno, alla quale sono state assegnate le funzioni strutturali per il sostegno del solaio e della copertura, nonché dell'eventuale funzione di sostegno delle antiche murature in pietra.
Per consentire la salvaguardia delle informazioni ottenibili dalla lettura morfologica degli intonaci, si è preferito intervenire, piuttosto che con rifacimenti pur coerenti con la composizione originale degli stessi, col consolidamento delle superfici con prodotti di origine naturale, rinnovabili e reversibili, ed intervenendo nelle parti mancanti con leggere velature che permettano di dare all'insieme un aspetto omogeneo ed allo stesso tempo consentano ancora la distinzione fra le parti nuove e quelle "originali".
Soluzioni tecnologiche
Non è stato possibile effettuare una ricognizione sulle strutture di fondazione a causa della precarietà dei livelli di sicurezza e della necessità di effettuare preventivamente lo sgombero delle macerie che attualmente precludono l'accesso alla base delle murature. Tuttavia abbiamo voluto proporre una serie di soluzioni che permettono di intervenire col fine di migliorare la capacità di distribuire il peso delle murature sul terreno.
La scelta di una o dell'altra soluzione potrà ovviamente essere effettuata solo dopo l'indagine approfondita dello stato di fatto relativo.
Per le murature sono stati previsti interventi di consolidamento attraverso iniezioni con calce pozzolanica, effettuate dall'interno dell'edificio, nelle parti ritenute sufficientemente consistenti e resistenti. Per le murature fortemente danneggiate è prevista la costruzione di un paramento interno in laterizio portante, con la funzione di sostegno degli orizzontamenti, della copertura e, attraverso opportuni collegamenti, collaborante al sostegno della muratura antica.
Solo per le parti di muratura irrimediabilmente compromessa è previsto lo smontaggio ed il rifacimento, con l'accortezza però di riutilizzare il materiale derivato dalla demolizione.
Sono riscontrabili, in alcuni settori dell'edificio, come per esempio per la parete Sud del corpo Sud, notevoli spostamenti fuori piombo dei paramenti murari. In linea di massima, per questi casi, è ipotizzabile il ripristino della verticalità attraverso l'uso di martinetti idraulici, come da esperienze condotte presso una Villa Palladiana in provincia di Venezia dal Prof. Francesco Doglioni, con successivo consolidamento con calce pozzolanica e collegamento ad una struttura scatolare interna di sostegno realizzata in muratura di laterizio portante.
Le murature interne, in buona parte crollate o comunque scollegate dalle murature perimetrali, saranno in genere ricostruite in laterizio portante ed ancorate fortemente alle murature perimetrali, per permettere una migliore distribuzione dei carichi e delle sollecitazioni sismiche.
I solai saranno realizzati in legno, con travature in abete e con banchina perimetrale ancorata alla muratura portante ed appoggiata a mensole di pietra, come già esistenti e documentate dai rilievi fotografici. L'utilizzo del legno è preferito per evitare di appesantire le strutture oltre i livelli originari, nonché per la riproposta del sistema costruttivo originale.
Si è provveduto a disporre opportuni materiali e ad utilizzare tecniche particolari per evitare l'effetto di risonanza e la trasmissione del rumore fra i piani, riducendo notevolmente il rumore di calpestio. La posa di un doppio tavolato incrociato a 45° permette di realizzare strutture rigide sul piano orizzontale, consentendo la trasmissione dei carichi e delle sollecitazioni sismiche a tutta la struttura muraria.
La copertura è realizzata i legno, ed è del tipo ventilato, con varie soluzioni a seconda dell'utilizzo del vano sottostante.
Sia per la copertura che per alti elementi costruttivi sono stati effettuati dei calcoli relativi allo spostamento di fase termica ottenibile con l'utilizzo di materiali diversi o con il loro posizionamento in punti diversi del pacchetto copertura.
Impiantistica e risparmio energetico
Nella proposta degli impianti si è ovviamente tenuto conto delle indicazioni della Bioarchitettura, proponendo le soluzioni opportune nelle varie condizioni abitative.
Per gli impianti elettrici si prevede l'utilizzo di accorgimenti e sistemi tecnologici atti a ridurre al minimo l'inquinamento elettromagnetico, soprattutto nelle zone di sosta e di riposo, mentre l'impianto termosanitario prevede l'utilizzo di sistemi atti a ridurre al massimo le possibilità di inquinamento delle acque potabili da una parte, ed offrire un comfort abitativo ottimale, con l'utilizzo, per esempio, di sistemi di riscaldamento a pannelli con grandi superfici radianti e bassa temperatura di esercizio.
Particolare attenzione è stata posta alla realizzazione di sistemi di trattamento delle acque nere e grigie, attraverso l'utilizzo di impianti di biofitodepurazione, in questo caso a vassoio sub-superficiale, per ottenere la riduzione degli elementi organici inquinanti attraverso sistemi naturali efficienti e facilmente inseribili a livello ambientale.
Per quanto riguarda il risparmio energetico, sono state prese in considerazione diverse soluzioni tecnologiche e diverse combinazioni di materiali da costruzione. L'impianto termosanitario sfrutta l'apporto di energia solare, captata attraverso collettori solari ad alto rendimento in grado di raccogliere energia anche in condizioni di cielo coperto, combinandolo con caldaie a condensazione di nuova generazione.
Abbinando questi elementi ad un impianto di riscaldamento a parete radiante funzionante a bassa temperatura, (intorno ai 30°C), si ottiene un notevole risparmio di energia termica prodotta da combustibili utilizzati nelle caldaie.
La scelta di utilizzare pareti radianti al posto dei più convenzionali termosifoni non è data soltanto da considerazioni di risparmio economico ma anche da valutazioni relative al benessere termico, ottimizzando il rapporto fra temperature medie radianti e temperatura dell'aria nei locali interessati.
La risorsa acqua
Le risorse idriche vengono utilizzate con sprechi minimi in virtù della possibilità di raccogliere, data l'alta piovosità del luogo, notevoli quantità d'acqua piovana e di riutilizzarla, attraverso un ciclo di depurazione, stoccaggio e rimessa in circolo, per le esigenze di uso di acqua non potabile (pulizie locali, innaffiatura giardini, sciacquoni dei bagni).
Il pompaggio ai piani può essere realizzato mediante pompe elettriche azionate con l'ausilio di pannelli fotovoltaici.
A questo proposito risulta molto interessante l'inserimento nel circuito elettrico di pannelli fotovoltaici collegati in rete che, non necessitando di costosi sistemi di accumulo dell'energia, consentono di produrre durante il giorno energia sufficiente per l'uso degli impianti anche nelle ore notturne.
Nei periodi eventuali di siccità sarà possibile utilizzare l'acqua depurata dagli impianti di biofitodepurazione per irrigazione
Ulteriore apporto di calore si ottiene nelle stagioni fredde dall'utilizzo della serra come collettore solare.
La serra, realizzata in corrispondenza dell'ampia superficie di crollo della parete Sud del corpo Est, permette da un lato di ottenere calore gratis dal sole, dall'altro di creare attraverso delle condutture sotterranee, un effetto rinfrescante nelle stagioni calde.
Considerazioni finali
Gli argomenti trattati in questo scritto , e nella Tesi di Laurea, sono certamente suscettibili di ulteriori approfondimenti e valutazioni, soprattutto nel caso si affrontasse l'analisi morfologica e strutturale dell'edificio in maniera approfondita, con rimozione di macerie, messa in sicurezza, scavi di verifica della efficacia delle fondazioni esistenti ed asportazione controllata degli intonaci interni per la verifica dello stato di consistenza delle murature.
Tuttavia riteniamo che la presente possa essere intesa come una proposta per un particolare approccio alla ricostruzione o agli interventi di recupero di edifici non solo di interesse storico o architettonico, ma anche relativi a quella che, con un termine riduttivo, viene classificata come Architettura minore e che, invece, costituisce una larga parte del patrimonio artistico e storico del nostro Paese.
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