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ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI
      
D.I.A. e Super D.I.A.
La nuova disciplina del "permesso a costruire"
Responsabilità oggettiva e soggettiva

Atti del 5° QUADERNO VENEZIANO
Palazzo Ducale, 1 marzo 2002



Ing. Afro Massaro

Dirigente Edilizia Privata - Comune di Venezia

(Prima parte)


Buonasera.
Dico subito che il Testo Unico e la Legge Obiettivo non sono testi eversivi come qualcuno sostiene. Sono, invece, delle norme che possono essere utilizzate in maniera positiva per semplificare le procedure e ottenere dei risultati che oggi non siamo in grado di raggiungere. Se si vuole la semplificazione è ovvio che bisogna andare verso una maggiore responsabilizzazione del professionista privato. Naturalmente si dovrà mantenere comunque la qualità. Questo tipo di procedure nulla possono fare di negativo se si hanno dei piani fatti bene. Per quanto riguarda il centro storico di Venezia credo che la strumentazione urbanistica che abbiamo oggi, con tutte le contraddizioni che può avere, sia un quadro abbastanza certo di tutela.

La Super D.I.A., cioè la possibilità di realizzare nuove costruzioni e ampliamenti, almeno per il centro storico di Venezia è da considerarsi abbastanza marginale. Anche in terraferma tale procedimento ha meno potenzialità di quello che sembra, perché, come diceva Rudatis, quando si progetta uno strumento urbanistico al dettaglio edilizio, bisogna avere le idee molto chiare sull'edificazione da realizzare. Infatti la norma prescrive in caso di applicazione della Super D.I.A. che lo strumento urbanistico attuativo contenga precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e addirittura costruttive.

Ciò significa che solo l'operatore privato, che interviene per realizzare direttamente l'intervento edilizio potrà anche prevedere una strumentazione urbanistica attuativa molto dettagliata, con esiti sicuramente migliori rispetto ad oggi.
Questa opportunità prevista dalla nuova legislazione è da considerarsi positiva, anche rispetto alla qualità del costruire.

Fatta questa premessa, visto che Rudatis ha già fatto un po' la panoramica della legge, qual'è la situazione attuale, quella precedente, cioè prima dell'11 gennaio di quest'anno, nonché quella che si avrà dopo il 10 aprile.
Fino all'undici gennaio di quest'anno, relativamente al centro storico di Venezia, la D.I.A. poteva essere presentata per interventi che non riguardassero immobili assoggettati dalla V.P.R.G. a tutela delle loro caratteristiche paesaggistiche, ambientali, storico-architettoniche, storico-artistiche, storico-testimoniali, storico-archeologiche.

Quindi tale procedura era ammessa per interventi riguardanti alcune tipologie novecentesche di edifici privi di tutela interna.
Inoltre era possibile utilizzare la D.I.A. per interventi da realizzarsi su edifici con vincolo storico-artistico, accompagnati dal N.O. della Soprintendenza ai Monumenti e ciò a seguito di indirizzo della Giunta Municipale del 1999 in base al quale veniva dato la possibilità di utilizzare la procedura della D.I.A. appunto per gli edifici con vincolo storico-artistico previo N.O. della Soprintendenza e per gli edifici con vincolo paesaggistico a condizione che gli interventi fossero eseguiti all'interno degli edifici e comunque non fossero modificativi dell'aspetto esteriore degli edifici stessi.

Che cosa è successo dopo l'11 di gennaio di quest'anno? A seguito dell'entrata in vigore della Legge Obiettivo, è stato cassato il punto 8, comma 60 art.2 della legge 662/96, che escludeva la possibilità di applicare la D.I.A. in tutta la città. Oggi è possibile applicare la D.I.A. in tutta la città, per tutti quegli interventi che la 662/96 elencava, che sono molto estesi, se pensate a un centro storico dove non si va a costruire nuova edilizia e non si va ad ampliare.Quindi è possibile fare un ricorso massiccio a questo tipo di procedura e sveltire i tempi di intervento. Mi pare che, da questo punto di vista, già stiamo vedendo dei risultati positivi. Facendo un confronto con il 2001 si riscontra un incremento di presentazione di D.I.A., ciò significa che i professionisti veneziani hanno capito e vogliono dare il loro contributo per risolvere questo tipo di problematiche.

Cosa succederà dopo il 10 aprile di quest'anno?
Oltre agli interventi previsti al punto 7 comma 60 dell'art.2 della L.662/96, attraverso la procedura della Super-D.I.A. potranno essere realizzati anche gli interventi di ristrutturazione.

Va detto che, la definizione di ristrutturazione che viene data dalla Legge Obiettivo prevede anche la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma. Questa possibilità non deve preoccupare assolutamente in quanto il centro storico di Venezia ha una disciplina molto puntuale che non ammette gli interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, tranne che per alcune tipologie edilizie prive di qualsiasi valore.

Peraltro, già il Testo Unico prevede questa possibilità, con la variante rispetto alla Legge Obiettivo che la ricostruzione deve avvenire nel rispetto anche delle caratteristiche dei materiali, cosa che a mio avviso sembra eccessiva.

Dopo il 10 di aprile si potrà praticamente intervenire nel centro storico di Venezia quasi esclusivamente attraverso presentazioni di D.I.A., senza dover fare ricorso alle più lunghe procedure di richiesta di autorizzazione/concessione.
Dopo l'entrata in vigore del Testo Unico prevista per il primo di luglio 2002 a condizione che per quella data il Governo abbia modificato il T.U. per adeguarlo alla Legge Obiettivo, non ci sarà l'auspicato allungamento dei tempi d'esame delle D.I.A., riferiti al Comune, che rimarrà di 20 giorni invece dei trenta come previsto dal T.U.

Questo fatto è negativo, perché se pensate alla quantità di D.I.A. che verranno, spero presentate, venti giorni solari per l'esame sono veramente pochi. Quindi bisognerà attrezzarci molto bene da questo punto di vista. E' una scommessa che vogliamo affrontare con successo, perché questa è l'occasione per risolvere davvero i problemi inerenti i tempi eccessivi di rilascio delle concessioni/autorizzazioni.
Quindi l'invito che ha fatto Rudatis, io lo rifaccio, e dico ai professionisti: "presentate le D.I.A., perché in questo modo riusciremo a sveltire l'iter". Siamo disponibilissimi a dare le informazioni del caso.

 




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