ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI
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D.I.A. e Super D.I.A.
La nuova disciplina del "permesso a costruire"
Responsabilità oggettiva e soggettiva
Atti del 5° QUADERNO VENEZIANO
Palazzo Ducale, 1 marzo 2002
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Arch. Giorgio Leandro
Presidente dell'Associazione "Architetti Veneziani",
Moderatore
Benvenuti. L'Associazione Architetti Veneziani organizza questa tavola rotonda, che noi chiamiamo "Quaderno" secondo una consuetudine che abbiamo già instaurato, su temi specifici e a caldo. Si tratta, in genere, di tavole rotonde preparate in breve tempo, anche un po' in fretta se volete, che hanno però il pregio di essere molto tempestive.
Il tema di oggi è "D.I.A. e Super D.I.A.", e sapete tutti di che si tratta: l'introduzione di questa nuova procedura aprire cantieri ci ha colto, tutto sommato, un po' impreparati, anche se tutti noi aspettavamo questa normativa perché se ne parla da tempo. In vero qualcosa esisteva già, anche se con dei limiti che oggi sembrano superati, per cui abbiamo ritenuto di fare cosa apprestando un incontro che facesse il punto su quello che oggi è il quadro normativo di riferimento, molto diverso da quello che conoscevamo solo qualche mese fa, per l'applicazione di questo tipo di procedura.
Sono con noi i responsabili del Comune, settore di Urbanistica ed Edilizia Privata, che inquadreranno la D.I.A. innanzitutto rispetto alla normativa nazionale, poi rispetto alla normativa locale fornendo quelle delucidazioni necessarie e sufficienti per poter inquadrare in maniera corretta la problematica.
Avevamo previsto anche la presenza del nostro Soprintendente reggente, l'architetto Stefano Filippi, al quale avevamo chiesto di portare il suo pensiero su alcuni aspetti che l'introduzione della D.I.A. indubbiamente apre, spero in maniera non problematica, spero in maniera molto serena, ma che non possiamo nasconderci perché riguardano la tutela dei beni vincolati e soprattutto di quelli non vincolati, che sono molti e che una liberalizzazione così ampia delle procedure per aprire i cantieri può correre il rischio di rendere difficile, non oso dire di vanificare.
L'architetto Filippi mi ha fatto sapere, poco fa, che questa mattina se n'è tornato a casa dall'ufficio influenzato e che non ce la fa proprio ad essere presente. Non solo, ma data la repentinità del fatto, non è neppure riuscito a farsi rappresentare da un sostituto, un altro tecnico della Soprintendenza, che potesse prendere la parola al posto suo. Quindi su questo settore rimaniamo sguarniti. Ce ne dispiacciamo a facciamo all'architetto Filippi i migliori auguri.
Verrà, invece, tra non molto - mi ha annunciato che aveva un impegno indifferibile per cui non poteva essere presente fin dall'inizio - il Presidente del nostro Ordine, architetto Gianfranco Vecchiato, il quale ci dirà le sue parole su un ruolo non nuovo, ma sicuramente potenziato, dell'Ordine in questa fase, che riguarda la vigilanza deontologica sulla professione.
Aspetto, io ritengo, assolutamente non secondario nel momento in cui al professionista vengono attribuite, penso giustamente attribuite, delle responsabilità sulle quali finora si poteva essere meno attenti, in quanto c'era la copertura dell'autorizzazione o della concessione. Oggi questa copertura non c'è più e, quindi, il professionista deve operare con grande correttezza e con grande competenza. Questo è un punto importante che qualifica il nostro operare, che rende noi architetti molto contenti della nuova procedura, ma che pone però anche dei problemi.
E' presente anche, ultimo ma non ultimo, l'avvocato Francesco Curato, un professionista che lavora nel settore amministrativo, il quale molto gentilmente partecipa a questa riunione: ci dirà, ovviamente, alcune cose sugli aspetti amministrativi di questa procedura, in particolare sulle responsabilità soggettive che il professionista si assume nel momento in cui presenta la D.I.A., ma soprattutto avrà un ruolo importante nel dibattito, che ci sarà più tardi e che mi auguro ampio, perché indubbiamente molti di noi avranno da fare delle domande alle quali spero possa essere data sempre una giusta risposta.
Darei la parola all'architetto Gianni Rudatis, dirigente dell'Urbanistica comunale, per introdurre la D.I.A. e la cosiddetta "Super D.I.A.", alla luce della normativa vigente che è, fondamentalmente, il Testo Unico per l'Edilizia e la Legge Obiettivo parlamentare, quella appunto che ha ampliato la D.I.A. in quella formula che è stata poi battezzata "Super D.I.A.".