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ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI
SCAVO DEI RII
Problemi di manutenzione e sopravvivenza
ATTI DEL CONVEGNO
Ateneo Veneto, 5 febbraio 1999

La gestione del rapporto con i privati:
1994/1998, cinque anni di esperienza

(Prima parte)
Ing. Flavio Bellin - Direttore Edilvenezia Spa

Il mio intervento cercherà di illustrare di più gli aspetti economico organizzativi rispetto a quelli tecnico costruttivi perché questo aspetto sarà affrontato da altri relatori e non è prettamente di responsabilità della Società che rappresento.
Siamo qui dunque per parlare di un problema che affligge un po' tutti: e cioè l'arteriosclerosi.
Lo sporco che si annida nelle arterie e che crea difficoltà alla circolazione del sangue.
Non sto andando fuori tema perché i canali sono per Venezia quello che le arterie sono per il nostro corpo umano.
Venezia ha l'arteriosclerosi perché le sue arterie, i rii, sono pieni di fango accumulatosi nel tempo.

Sono ormai quasi 40 anni che non si rimuove il fango depositatosi nei rii e molti di essi sono quasi completamente interrati.
Il risanamento di Venezia non può che partire dalla pulizia dei canali.
Ma la città dovrà essere anche più virtuosa, mettersi a dieta. Come? Semplice, dovrà sversare nei rii meno materiale possibile proveniente dagli scarichi reflui.
Le direttrici di azione sono dunque le seguenti:
a cui si aggiunge quella del
Per affrontare questi e altri problemi la Legge Speciale per Venezia ha messo a disposizione ingenti risorse e finalmente i problemi vengono affrontati e via via risolti.
Dei tre aspetti del risanamento, quello relativo al risanamento fisico delle sponde non è assolutamente marginale ma è di importanza almeno pari a quello dello scavo del fango vero e proprio.
Tant'è che tutti gli interventi che finora mi hanno preceduto hanno affrontato più questo aspetto che non il "risanamento idraulico".
L'Edilvenezia cura la parte relativa alla gestione del rapporto con i privati, aspetto molto delicato.

Prima di passare alla illustrazione dell'attività, volevo fare una carrellata su quella realtà che è l'Edilvenezia, perché tanti oramai la conoscono ma ancora molti ne hanno un'idea informe.
La società ha le sue origini nell'articolo 13 della legge 171, nell'articolo 12 del DPR 791 attuativo della legge speciale, e nella legge Regionale n. 47: questi strumenti normativi hanno avviato appunto la costituzione di una società composta da Enti pubblici e privati per affrontare quell'evento straordinario rappresentato dalla Legge Speciale in ausilio all'Amministrazione Comunale.
L'oggetto sociale è sostanzialmente il seguente: interventi della legge speciale, gestione del patrimonio immobiliare, lavori pubblici in genere per conto del Comune di Venezia e di altre Amministrazioni.

fig. 8 fig. 9 fig. 10
fig. n. 8 fig. n. 9 fig. n. 10

La fig. n. 8rappresenta la suddivisione del capitale sociale.
Come si può vedere la maggioranza del capitale è in mano pubblica ed in particolare del Comune di Venezia che detiene il 56,7% delle azioni. Mi preme evidenziare la partecipazione dei privati che sono rappresentati dalle Associazioni di categoria: sono quindi dei privati "istituzionalizzati", non degli operatori in senso stretto, cui interessa in particolar modo l'obiettivo di una trasparenza delle attività e della parità di condizioni tra tutti gli operatori.
Il Consiglio di Amministrazione (fig. n. 9) è composto da sette componenti: quattro sono rappresentanti del Comune di cui uno è il Presidente (attualmente è l'architetto Cassetti ), uno della Regione, uno dello Stato, ed uno dei privati.
La figura successiva (n. 10) delinea andamento del fatturato ed organico negli ultimi anni.
Siamo quasi sui 20 miliardi, di fatturato.

Manutenzione sponde dei privati
Le figure 12-13-14 illustrano le fonti normative e contrattuali.


Fonte Normativa e Contrattuale:
1) l. 139/92, art.5, co.2: "... (omissis) ... il Comune è autorizzato ad eseguire i lavori di manutenzione delle fondazioni, anche avvalendosi della società di cui all'articolo 12 del decreto del presidente della repubblica 20 settembre 1973, n. 791,... (omissis) ..."
Fonte Normativa e Contrattuale:
2) Convenzione 1° 23/12/1994 / n° 126251: "Convenzione con l'EDILVENEZIA s.p.a. per l'affidamento della direzione lavori, dei contributi ai privati e degli interventi sostitutivi, progetto integrato rii Insula di Santa Maria Zobenigo, L. 139/92".
fig. n. 12 fig. n. 13

Qui entriamo nel merito di quella che è proprio l'attività.
Da dove trae legittimazione l'attività di gestione del rapporto con i privati e di gestione di un contributo?
Fonte Normativa e Contrattuale:
3) Convenzione 2° 29/11/1996 / n° 126957: "convenzione con l'EDILVENEZIA s.p.a. per l'affidamento dell'attività tecnico amministra-tiva finalizzata alla erogazione dei contributi ai privati ed agli eventuali interventi sostitutivi ai sensi dell'articolo 5, 2° comma della legge 5 febbraio 1992 n° 139."Insulae: S.M. Formosa, Frari, Ghetto, Murano, Murano, interventi extra-insula e impianti fognari.
fig. n. 14
Trae origine dalla legge 139 del 1992 art. 5 co-2, dove si parla di interventi sostitutivi nei casi in cui i privati non si attivino durante la manutenzione delle sponde per la loro parte di competenza, eventualmente avvalendosi della norma anche della società di cui all'articolo 12 del DPR 791 del 1973 (che avevamo visto prima) e cioè dell'Edilvenezia.

In attuazione di questo sono stati sottoscritti due contratti, uno per quanto riguarda l'insula di S. Maria Zobenigo ed il successivo relativo alle insule di S. Maria Formosa, Ghetto, Frari e per quelle di Murano e Burano; ma per Murano e Burano è stato fatto poco in quanto sponde prettamente private ce ne sono molto poche.

Le figure da 15 a 19 evidenziano la conformazione e gli ambiti di intervento su cui sinora si è lavorato: S. Maria Zobenigo (la prima),- poi abbiamo il Ghetto,- poi i Frari.- poi S. Maria Formosa.

fig.15 fig. 16 fig. 17
fig. n. 15 fig. n. 16 fig. n. 17


Nel dettaglio si può osservare lo sviluppo dei canali, dei rii sui quali si è intervenuto.
Prima di avviare l'attività, è stato necessario connotare in maniera precisa i soggetti privati con cui l'Edilvenezia avrebbe dovuto dialogare. E ciò era altresì importante anche per non sovrapporsi con l'attività agli interventi gestiti direttamente dalla Amministrazione Comunale.

fig. 18
fig. n. 18

Anzi, bisognava ricercare quante più sinergie possibili da un punto di vista operativo.

Chi sono dunque i privati ai quali spetta il contributo previsto dalla legge e, diciamo, nostra interfaccia?
Sono le persone fisiche, le società commerciali, e gli immobili di proprietà pubblica, comunque intesa, ma che non siano configurabili come opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
Questi sono i criteri generali da noi adottati per distinguere chi è "privato" e per chi non lo è.

Secondo questi criteri, può succedere benissimo che un Ente abbia degli immobili da reddito e questo è sufficiente per qualificarlo come privato.
fig. 19
fig. n. 19
Sulla base dei contratti sottoscritti con il Comune abbiamo messo in piedi una leggerissima struttura organizzativa che vedete qui riproposta (fig. n. 21): assieme al sottoscritto ci sono 6-7 persone ed ognuna si occupa di un particolare problema: un referente per ogni insula, uno in particolare per gli impianti fognari, una persona per la segreteria, ed una consulenza esterna per gli aspetti informatici relativi alla messa a punto e manutenzione del software di gestione della grande mole dei dati di gestione.
Siamo già arrivati alla versione 3.6 e questo strumento viene continuamente aggiornato per avere sempre maggiori informazioni e dati riassuntivi sulle varie pratiche.

Attività e procedure sono illustrate nelle figure 23-25 e 26-27.
Dobbiamo individuare i privati per nome, cognome e codice fiscale, perché il contributo è ad personam.
Da dove iniziare?
Supponiamo di non avere niente, e in effetti i dati che avevamo a disposizione non erano molto aggiornati; ed allora dalle planimetrie, ricerche in catasto e all'ufficio patrimonio, per arrivare a dire se è un edificio è pubblico oppure no: nel caso fosse pubblico la manutenzione delle sponde competerebbe al Comune tramite la società recentemente costituita, Insula.

Se l'edificio è privato si procede alla ricerca di tutti i nominativi attraverso molteplici fonti: il catasto, il porta a porta, volantinaggio, conservatoria immobiliare, elenchi telefonici, attraverso dati forniti direttamente dall'amministrazione comunale, e ciò fino a che non si abbia certezza sulle persone fisiche.
Questa certezza è quella che consente di mandare gli avvisi ai proprietari al fine di acquisire il loro consenso.
Succede che il primo avviso ha bisogno almeno di 2-3 spedizioni prima di arrivare a cogliere esattamente i nomi, in quanto nel tempo si sono succedute compravendite, decessi, etc...
Il privato, ricevuto il primo avviso, inoltra la richiesta di contributo.
Si possono verificare due casi: collaborazione o non collaborazione.

La delibera comunale prevede infatti queste due opzioni:

Nel caso quindi di "collaborazione" le richieste di contributo pari al 75% vengono inoltrate sulla base di una modulistica, nota oramai a tutti gli operatori come Allegato A, Allegato B e Allegato A - Impianti fognari.

Per quanto riguarda il caso della "non-collaborazione" il contributo viene ridotto al 40% e l'intervento sostitutivo si sviluppa come segue:
Si devono eseguire i lavori forzosamente; quindi si deve affidare l'incarico all'impresa, l'incarico ad un progettista, si esegue il lavoro, si pagano gli attori, si fa il recupero della quota attraverso apposita cartella esattoriale. Noi stiamo cercando in tutti i modi di evitare che si verifichi questa situazione perché sarebbe un caos per l'Amministrazione.
Nel caso di "collaborazione" si hanno le seguenti possibilità:
Allegato B: si intende delega all'Edilvenezia. Questa è la situazione in cui ci si viene trovare nel caso di lavori, per così dire, di minima entità; i lavori di minima entità in termini di principio sono descritti in questo modo: tutti quei degradi più o meno gravi che non hanno comportato delle lesioni sulla parte fuori terra, che non hanno cioè avuto delle ripercussioni nella parte emergente dal piano di calpestio.
Vedremo gli esiti, i risultati, i valori economici, in gioco in tale evenienza.







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