Saluto e introduzione del presidente dell'Associazione
Architetti Veneziani
Arch. Lamberto Dehò
presidente dell'associazione "Architetti Veneziani"
Il tema di questo convegno, come avete constatato, e come conferma la vostra affluenza, è di grandissima attualità.
La nostra Associazione realizza annualmente un convegno tematico, che intende proporre un aggiornamento sui processi di trasformazione in corso nel Centro Storico, relativi al risanamento della città e destinati alla sua conservazione. Temi affrontati gli scorsi anni, dei quali abbiamo pubblicato gli atti sono stati: il restauro facciate e delle fondamenta, il riutilizzo dei sottotetti e dei piani terra e la riorganizzazione del sistema dei sottoservizi della città.
Sensibili quotidianamente nella nostra professione alle modalità di gestione della manutenzione urbana, siamo stati spesso anticipatori di soluzioni a problemi tecnici e di gestione che si sono rivelati in seguito oggetto dell'attenzione degli organi preposti.
Con i soggetti amministrativi continuiamo a conservare un dialogo permanente, spesso costruttivo, sovente conflittuale, nell'intento di semplificare e accelerare i criteri decisionali che interferiscono con l'interesse dei cittadini, investitori in prima persona sul patrimonio edilizio della città, e con l'attività dei professionisti, chiamati a districarsi tra norme restrittive, in permanente esubero e complessità.
Il settore produttivo della manutenzione urbana, nel suo complesso di pubblico e di privato, è il terzo settore economico della realtà veneziana, dopo il porto ed il turismo. Questa considerazione dovrebbe far riflettere tutti i soggetti coinvolti sull'importanza dei valori economici espressi da questa attività.
In parallelo constatiamo quotidianamente le difficoltà da parte delle imprese a conservare una manodopera qualificata per gli interventi di restauro, constatiamo l'atteggiamento permanentemente restrittivo nelle interpretazioni delle normative, da parte degli organi deputati al rilascio di autorizzazioni o concessioni, constatiamo la lentezza e contraddittorietà decisionale che affligge tutto il panorama dei progetti proposti, dei concorsi di architettura, che si affossano nelle stanze dei tribunali, delle proposte di semplificazione delle procedure gestionali che vengono regolarmente disattese, della messa in vigore dei piani urbanistici che paiono destinati a riesami infiniti.
Questo settore economico potrebbe assicurare posti di lavoro, alloggi, innovazione tecnica, stabilità sociale e consenso in questa nostra città che perde permanentemente, con la propria popolazione, la sua identità culturale. Recenti dati statistici sostengono che i veneziani nati a Venezia e tuttora residenti nel centro storico sono soltanto 12.000. E' un dato su cui riflettere, quando si rispolverano fumosi e retorici campanilismi per opporre veti alla necessità di innovazione.
Quest'anno, dato l'avvio operante dei lavori di risanamento e di conservazione del Centro Storico, abbiamo deciso di radunare attorno a una tavola rotonda tutti i protagonisti di questa grande operazione di trasformazione e manutenzione: essi sono i nostri amministratori, le società di intervento, le società di tecnologia, che applicano nuove procedure e tecniche di ristrutturazione all'interno della città.
Il momento consente un primo bilancio "in itinere" di uno stato di avanzamento dei lavori e di valutare assieme a questi professionisti di altissimo livello quali siano state le difficoltà affrontate, come si intenda risolverle, quali sono i programmi futuri, con quali strategie la città si avvii ad attivare la propria terapia di conservazione.
E' nostra convinzione che la verifica "in corso d'opera" tra operatori coinvolti, consenta di esprimere dubbi e conferme, sui risultati parziali, sulle campionature, sulle nuove tecniche adottate, consentendo maggior trasparenza e chiarezza sui programmi e sui costi che questo "cantiere urbano" sta sviluppando. La qualità degli esperti che hanno aderito a questo nostro invito ci rassicura sulla nostra intenzione che questo convegno abbia un carattere di concretezza, perché siamo fra tecnici e perché vogliamo individuare esattamente i problemi qualitativi degli interventi.
La nostra Associazione, conservando il carattere di agilità e flessibilità che ad altri organi istituzionali sembra precluso, desidera allontanare per una giornata, da questa tavola rotonda, le polemiche faziose e pretestuose che si addensano sulla stampa quotidiana. Chiediamo quindi con energia ai partecipanti, ai relatori ed al pubblico presente che si
rispetti un clima di grande serenità e di seria concretezza tecnica. Questa esortazione come Associazione Architetti Veneziani la indirizziamo a tutti i presenti, convinti che è l'unico modo di usare queste ore di lavoro collettivo per uno scambio proficuo di idee. Desideriamo inoltre che questo incontro non venga usato come una ulteriore occasione di strumentalizzazione polemica, di cui siamo, credo tutti, ormai stanchi ed affaticati.
Vi leggo il saluto pervenutoci del Presidente dell'Ordine degli Architetti che questa mattina non può essere presente:
"Il convegno organizzato dalla Associazione Architetti Veneziani sul tema dello scavo dei rii, con la partecipazione di numerosi esperti, si prospetta come utile per riassumere aspetti tecnici e normativi su un tema storico di grande attualità.
Si tratta di problemi che stanno sollevando dibattito e per il carattere amministrativo, tecnico, progettuale, storico ed ambientale, fanno parte del più vasto pensiero sulla salvaguardia della città. Tema che fu per secoli uno dei massimi compiti di costante attenzione da parte della Repubblica. Proprio questa particolarità di Venezia sembra a volte essersi trasformata in una anomalia, in quanto non paragonabile con la generalità delle quotidiane situazioni urbanistiche e di vita.
La sensazione che tutto ciò trasmette è che accanto all'interesse spesso generico, e in gran parte scontato, che proviene dall'esterno sia quanto mai necessario che venga mantenuta viva una coscienza locale ed una trasmissione di esperienza che formino e consolidino le capacità tecniche di intervento e di progetto anche degli architetti locali, intendendo tutto ciò come un indispensabile tessuto connettivo capace di mantenere e dare garanzie per il futuro della città. Ogni iniziativa, quindi, che, come in questo caso, tende a questi obiettivi di partecipazione e consente di sviluppare le occasioni di confronto raccoglie l'adesione dell'Ordine.
D'altra parte proprio la natura specifica dei modi di intervento rende necessario il dibattito sulle condizioni per le quali tutto ciò deve avvenire sia sotto il profilo tecnico che sotto l'aspetto amministrativo.
Il dibattito in corso sul futuro della città, sulle esigenze della difesa delle acque alte e sul confronto tecnico e politico che la vicenda del Mose ha da tempo avviato trovano proprio su questo tema che viene oggi affrontato nel convegno uno dei tasselli comunque indispensabili per il risanamento. Mi è quindi gradita l'occasione per augurare la riuscita
delle finalità di cui ben volentieri l'Ordine degli Architetti della Provincia di Venezia darà ulteriori contributi di analisi e di dialogo. Cordiali saluti. Il Presidente Gianfranco Vecchiato dell'Ordine degli Architetti".
Desideriamo ringraziare tutti i relatori e le società che hanno aderito a questa iniziative e che l'anno sostenuta con il loro contributo di sponsorizzazione.
Mi riferisco particolarmente a Volteco, Geo.Lisa, Edilvenezia, Stillwalker e alla società Insula S.p.a., che con il loro contributo hanno dato la possibilità di realizzare questa manifestazione.
Ci auguriamo che il lavoro di oggi possa migliorare il dialogo tra tecnici delle diverse entità coinvolte e che in futuro, gli argomenti dell'incontro odierno, possano essere trattati con maggiore frequenza e serietà, rispetto alla banalizzazione dei problemi che spesso paralizza il "cantiere in corso" e giustifica a Venezia qualsiasi attività innovativa destinata alla sua manutenzione. Grazie