La manutenzione urbana come scelta strategica per la riqualificazione della città
Claudio Orazio
Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia
Grazie al Presidente dell'Associazione degli Architetti per l'occasione che ci dà come Amministrazione Comunale di fare il punto sulla questione relativa alla manutenzione della
città e al modo in cui l'Amministrazione intende affrontare questa questione. Io naturalmente non farò un intervento di tipo tecnico e specifico, mi pare che la qualità
e la quantità dei relatori sia da questo punto di vista assolutamente competente e straordinaria per far sì che il convegno possa concludersi con proposte concrete e
soprattutto possa essere un momento di contributo per l'azione che faremo come Amministrazione Comunale.
Sempre più spesso ormai la questione della manutenzione è al centro di molte iniziative, dibattiti, ricerche. Non più di due o tre mesi fa proprio qui a Venezia si è svolto un altro convegno, un incontro tra varie amministrazioni locali, per scambiare una serie di opinioni e fare il confronto sulle esperienze che stanno andando avanti in altre
città italiane, sui modi con cui si affronta il problema.
L'impressione che se ne è ricavata è un po' questa: solo da qualche tempo questa questione è al centro dell'agenda dei vari enti locali, ma si è visto anche il
segno di una rinnovata attenzione nei confronti del problema, di una maggiore consapevolezza che la cura della città, la manutenzione quotidiana, la manutenzione urbana, debba essere
il compito primario di un ente locale, di un'amministrazione locale. Questo non è stato sempre così, spesso quando gli enti locali dovevano cercare di far quadrare i bilanci
la prima cosa che tagliavano erano le spese relative alla manutenzione, ed è sempre stato un po' così.
Io vi voglio solamente leggere alcune righe di una lettera che un ingegnere capo del Comune di Venezia ha scritto:
"Nella riunione di giovedì scorso nel nostro Gabinetto si discusse sul come fronteggiare la spesa straordinaria occorrente per sistemare un primo lotto delle strade su cui dovrà passare la filovia del Lido. Voi proponeste di stralciare provvisoriamente un milione dal fondo della manutenzione stradale, salvo reintegrarlo verso giugno. Ma il ragioniere generale mi ha detto chiaramente che questo reintegro non è affatto certo, anzi, esso è problematico, per cui si dovrebbe provvedere alla manutenzione delle strade con un milione di meno.
Ripeterò quanto ho già detto tante volte nelle riunioni del martedì da tre anni a questa parte, e cioè che la falcidia proposta sarebbe lesiva all'interesse del Comune perché distruggerebbe, per risparmiare una tenue spesa annuale, un patrimonio cospicuo di strade, di ponti, di rive, accumulatosi in tanti anni di lavori e di spese.
Certo, i tempi non sono felici, siamo in guerra ed anche le strade debbono moderare il loro appetito. Ma ridurre di un milione ancora la modestissima assegnazione significa non poter nemmeno riparare i danni, danni che a loro volta ne portano di altri ancor più gravi e così via a catena... della manutenzione pubblica, noi signor Podestà siamo già su questa strada e vi prego di fermare questa pericolosa discesa".
Questa è una lettera del 24 gennaio 1941 che l'ingegnere capo del Comune di Venezia ha scritto appunto al Podestà e questa, diciamo così, è una lettera che periodicamente poi, nel corso dei vari anni, gli ingegneri capi del Comune di Venezia hanno scritto ai rispettivi sindaci, ed è appunto la dimostrazione di come veniva trattata e considerata la questione manutenzione.
Io credo, se posso già tirare un primo bilancio e dare un primo giudizio, che in questi anni questa tendenza è stata invertita, le questioni della manutenzione stanno diventando una scelta strategica da parte delle Amministrazioni Comunali, si sta esaltando sempre di più questo intreccio tra la manutenzione urbana, la cura quotidiana della città, la riqualificazione della città stessa, si tenta di affrontarla con un approccio sistematico, e programmatorio cercando di sfuggire all'emergenza quotidiana.
Mi pare che l'oggetto del convegno di oggi, lo scavo dei rii, sia da questo punto di vista l'esempio concreto di come l'amministrazione intende affrontare il problema.
C'è un problema relativo agli strumenti, alle risorse da mettere in campo nel momento in cui viene definito come obbligo primario l'obiettivo di garantire una cura dignitosa della città. Negli ultimi anni sono stati utilizzati in modo innovativo e incisivo, vista l'esperienza che stiamo facendo, gli strumenti degli accordi di programma, così come questi vengono definiti dalle normative in vigore.
Sono stati raggiunti accordi importanti con altri enti che hanno come compito specifico quello della manutenzione, in modo particolare qui a Venezia con il Magistrato alle Acque che ha una competenza specifica per quanto riguarda la manutenzione dell'ambiente e del territorio veneziano; è stato definito un accordo fra Stato, Regione e Comune per l'avvio, da parte dell'Amministrazione Comunale, del risanamento statico igienico dei rii interni, delle opere di urbanizzazione primaria del centro storico veneziano e delle isole della laguna.
Interventi che nei dettagli saranno poi illustrati molto meglio dall'ingegner Turlon, che è il direttore di Insula, e che sono già in fase avanzata di realizzazione.
Si procede attraverso dei progetti integrati che investono tutte le infrastrutture del territorio veneziano, in modo particolare del centro storico. Attraverso questa azione integrata che comprende i fondali dei rii, le rive, i ponti, la pavimentazione viaria, i servizi che sono allocati nel sottosuolo, si realizza un esempio, credo straordinario, di completa manutenzione di tutto il territorio urbano andando ad interessare anche strutture edilizie private prospicienti i rii. Per cui con questo intervento si coinvolge anche il privato nella manutenzione non solamente del proprio patrimonio ma della città.
Questo credo sia un aspetto tipico e singolare, forse unico in Italia, in cui la proprietà privata viene chiamata, attraverso una contribuzione di tipo pubblico, alla manutenzione della propria città.
Privato che è coinvolto non solamente nel momento in cui si realizza il progetto integrato rii, ma attraverso la scelta dell'Amministrazione di dare dei contributi per il restauro della proprietà immobiliare.
Tanto per citare un dato, nel corso di questi anni l'Amministrazione ha elargito contributi per centosessanta miliardi circa per quanto riguarda il restauro del patrimonio edilizio privato, interessando oltre mille e cinquecento edifici nel centro storico, sicuramente un numero molto alto. Questo è un filone di spesa della Legge Speciale che a nostro avviso contribuisce in misura molto forte alla salvaguardia fisica della città, alla stessa sopravvivenza della città.
Questo intervento manutentivo non ha solo lo scopo - mi riferisco al progetto integrato rii - di conservare l'esistente attraverso l'arresto del degrado dovuto al passare del tempo, ma si prefigge anche di introdurre innovazioni miglioramenti che costituiscono un vero e proprio valore aggiunto alle infrastrutture della città.
Anche qui mi riferisco in modo particolare
all'impegno che da questo punto di vista viene profuso dalle aziende che operano nel sottosuolo ed anche alle innovazioni che queste aziende producono; da questo si può capire l'intreccio tra la manutenzione quotidiana e la riqualificazione complessiva della città.
Questo intervento porterà infatti a una razionalizzazione e rinnovamento di tutti i servizi a rete che interessano il sottosuolo, ad un innalzamento - anche qua voglio cogliere l'appello del Presidente di evitare da questo punto di vista qualsiasi polemica - nella misura possibile della pavimentazione viaria che garantisca una migliore percorribilità in caso di acque alte non eccezionali.
Ho visto che questo è un argomento di una comunicazione specifica, di uno dei relatori. Dunque manutenzione non solo come mantenimento dell'esistente ma come evoluzione, miglioramento delle prestazioni delle infrastrutture urbane. Naturalmente, per poter realizzare un intervento di manutenzione urbana di tale portata, oltre all'accordo tra gli enti competenti, si sono dovuti affrontare e risolvere almeno altri due problemi decisivi: quello finanziario e quello gestionale.
A questo proposito devo dire che per quanto riguarda l'accordo con gli enti il Comune di Venezia ha già stipulato un protocollo d'intesa fra le varie aziende dei sottoservizi, proprio per regolamentare e per cercare di inserire all'interno di interventi completi e complessivi le varie azioni delle varie aziende, evitando così quello che spesso succede di
dover reintervenire in parti di città che sono appena state toccate da interventi anche pesanti.
Dicevo che c'è un problema di tipo finanziario e un problema di tipo gestionale su come si affronta questa questione. Sul piano finanziario è evidente che le sole risorse ordinarie di un comune non sarebbero mai, poi soprattutto qui a Venezia, state in grado di garantire anche in minima parte la copertura finanziaria di un intervento di risanamento. Sono state fatte alcune stime per cui per risanare e mantenere, diciamo così, la città sarebbero necessari mille e quattrocento miliardi circa.
Da questo punto di vista è evidente che ci dovrà essere un filone continuo di spesa e di finanziamento soprattutto da parte della Legge Speciale; tanto è vero che nelle richieste di finanziamento al Governo e al Parlamento stiamo ormai puntando proprio a far assumere anche la questione della manutenzione della città come questione centrale del finanziamento della Legge Speciale. Cioè questo concetto della cura continua, del fatto che qualora questa venisse a mancare anche gli interventi sull'edilizia monumentale attuati in questi anni rischierebbero di essere vanificati.
C'è ancora forte la contraddizione tra la straordinarietà di questi finanziamenti, che purtroppo sono spesso soggetti ai tagli contenuti nelle varie leggi finanziarie, e la necessità - noi calcoliamo per non meno di vent'anni - che questa opera possa andare avanti senza soluzione di continuità.
Sull'altro aspetto, quello gestionale, pare evidente all'Amministrazione Comunale che un'operazione così complessa, che richiede il coinvolgimento di soggetti pubblici, di società di servizi e di privati, con una forte necessità di integrazione in fase operativa e con rilevanti problematiche sia sulle tecnologie da impiegare - e qui vedo con favore e piacere che alcuni relatori sono proprio rappresentanti di società attive anche nel campo della ricerca di strumenti innovativi per quanto riguarda gli interventi - dicevo, un'operazione così complessa doveva essere necessariamente affrontata con uno strumento di gestione del tutto particolare caratterizzato da una forte capacità operativa.
Da questo punto di vista la scelta di costituire Insula, su cui dirò due parole dopo, si inserisce all'interno di un ragionamento più complessivo del Comune di Venezia, che riguarda le scelte strategiche sul ruolo del Comune, su quale deve essere il di un'Amministrazione Comunale, nel settore delle manutenzioni.
La scelta fatta dall'Amministrazione Comunale di Venezia, che è una scelta che abbiamo messo a confronto con altre città, - anche oggi in contemporanea a questo convegno c'è un altro convegno qui a Venezia proprio sulla questione dei servizi pubblici, della esternalizzazione dei servizi, sulla funzione delle società per quanto riguarda compiti di gestione che fino a poco tempo fa erano propri degli enti locali - la scelta fatta dal Comune di Venezia è quella di far assumere al Comune stesso un ruolo di programmazione, di controllo e di interventi, delegando ad altri le funzioni di gestione e di attuazione di questi programmi.
In quest'ottica si inserisce la scelta di affidare ad aziende, come Amav ad esempio, una serie di servizi oltre alla pulizia della città: la pulizia del verde, la pulizia degli edifici, la gestione dei cimiteri; di affidare ad un service esterno la gestione della pubblica illuminazione, di affidare ad Aspiv il ciclo completo delle acque, e di affidare a Insula questo compito specifico della manutenzione urbana nella città.
Insula è una società, una S.p.a. mista, pubblica-privata: il 52 per cento è del Comune di Venezia, ed inoltre si vede all'interno di Insula la presenza delle varie società di gestione dei servizi a rete - Telecom, Enel, Aspiv e Italgas - realizzando così quello che è un esempio unico in Italia di unire all'interno di una società, nella fattispecie all'interno anche dello stesso consiglio di amministrazione, i rappresentanti oltreché del Comune anche delle varie aziende che operano nei sottoservizi.
Questa è la scelta strategica fatta dall'Amministrazione Comunale.
Volevo fare solamente un accenno, chiudendo poi molto rapidamente, alle questioni legate - che qui ho visto essere uno degli aspetti che sarà toccato nel corso del convegno - al rapporto tra la manutenzione, i lavori di manutenzione, e la popolazione.
La questione della informazione preventiva, del coinvolgimento del cittadino in questa opera di cura e di manutenzione della propria città, perché troppo spesso interventi che qualche volta sono sicuramente invasivi, ma interventi sempre in ogni caso di manutenzione della città, vengono visti come interventi che creano disagio, interventi che provocano danni piuttosto che come interventi tesi a garantire delle condizioni di vita dignitose, ad un innalzamento della qualità della vita in città.
Credo che da questo punto di vista noi dovremmo sicuramente trovare altri strumenti e far diventare questo uno dei temi su cui confrontarci. Io a questo punto non posso far altro che, rinnovare il ringraziamento all'Associazione per avere organizzato questo appuntamento. Sono certo, come dicevo all'inizio che la qualità di coloro che interverranno porterà sicuramente dei contributi concreti e fattivi.
Mi scuso se non posso essere presente ai lavori fino alla fine, però purtroppo ci è sopraggiunto un altro impegno al quale dobbiamo essere assolutamente presenti oggi a Mestre. Sono certo, ripeto, che questa sarà una tappa importante anche per noi e vi ringrazio di nuovo di cuore per questa occasione.
Grazie.