Gli interventi del Magistrato alle Acque
Ing. Felice Setaro
Presidente Provveditore Magistrato alle Acque di Venezia
Io innanzi tutto chiedo scusa del disordine che ho creato nell'ordine delle relazioni. Di solito io parlo a braccio, fondando sulla mia memoria, che non è quella che di solito si
dice: "grazie all'età ha più ricordi che speranze": no.
Per Venezia restano ancora delle speranze.
Anche perché in questi nove anni mi sono dedicato a questo lavoro che dovevo svolgere nel miglior modo possibile e, senza fare excursus, senza raccontare, senza leggere, senza
proiettare, penso che i risultati ottenuti, piacciano o non piacciano, - per quanto era di competenza del Magistrato alle Acque, sia in amministrazione diretta che attraverso il
concessionario a seguito della legislazione speciale - pare siano abbastanza evidenti.
Prima della concessione, cioè prima dell'84, il Magistrato alle Acque ha anche svolto lavori, ha anche effettuato lavori, più che altro su marginamenti lagunari.
Quando ho letto il titolo di questo convegno, scavo dei rii, problemi di manutenzione, io avevo avvisato che potevo dire ben poco anche perché noi non siamo più competenti
dal 1912 sullo scavo dei rii nel centro storico di Venezia, dato che ci fu una specie di consegna al Comune di Venezia della manutenzione di questi rii.
Fino a 40 anni fa eravamo intervenuti per altri soggetti per questa manutenzione.
Il nostro è stato più che altro un intervento di manutenzione straordinaria, come poi ci siamo accorti insieme ai soggetti che hanno competenza nelle altre parti sia
geografiche che insulari.
Insomma Venezia e le isole, il cordone litorale, la laguna stessa, avevano bisogno di manutenzione straordinaria.
E se fate il conto di tutti i cantieri che ci sono in atto, si può ben dire che Venezia adesso è un solo cantiere. Un solo cantiere di manutenzione straordinaria gestito
dallo Stato, dal Comune ed anche dalla Provincia. Alcuni interventi specifici, per quanto riguarda questo problema, noi li abbiamo potuti attuare subito a Chioggia, a Venezia no.
Ma a Venezia abbiamo una serie di accordi di programma, che discendono dal novembre 1993, a cui aveva fatto cenno anche l'ingegner Turlon, mi pare, che era il "progetto integrato rii", che
riguardava Regione, Comune, e Magistrato alle Acque.
Da allora sono stati licenziati una serie di accordi di programma dove le parti si sono sia progettualmente sia finanziariamente, suddivisi i compiti, naturalmente con tutti i problemi che
ci sono, a partire dall'individuazione dell'intervento per finire alla gestione, all'esecuzione, ed al collaudo di questi lavori.
Potrei citare tantissimi casi, far vedere cosa abbiamo ottenuto, fin dove si è potuto intervenire, quali sono state le tecniche, quali sono state le cose, ma hanno parlato molto
bene già coloro che mi hanno preceduto.
Quindi lo scavo dei rii, se mi consentite, io lo lascerei da parte, non ho responsabilità.
Per quanto riguarda la sopravvivenza, ci mancherebbe, ci mancherebbe, lì la responsabilità c'è.
La manutenzione ripeto straordinaria: Venezia, la laguna, gli abitati insulari, i litorali, e la laguna stessa hanno avuto bisogno di manutenzione straordinaria.
Quando sento dire che mancando certe cose, vengono meno, secondo alcune teorie, i presupposti della legge speciale, io dico che non è vero perché Venezia ha la legislazione
speciale non solo perché è invasa dalle acque alte eccezionali, Venezia ha la legislazione speciale perché è Venezia,perché è stata riconosciuta
patrimonio dell'umanità.
Perché lo Stato Italiano da sempre ha dedicato a Venezia particolare attenzione, fin dal 1936: c'è una prima legge del 1936 che dava norme semplicissime, senza far
riferimento ad altre leggi, ad altri articoli, ad altre cose, dettava norme semplicissime di come bisognava intervenire su Venezia, che già era laguna, era questo unico territorio,
questa unica area nel mondo che aveva una serie di problemi non solo ma aveva il diritto di essere trattata come nessun altra città.
Tempo fa si diceva "sai se non si risolve il problema delle acque alte eccezionali allora Venezia è uguale a Milano, è uguale a Napoli, è uguale a Firenze", no!
Lo Stato Italiano dal 1936 ha emanato la prima legge che poi è stata praticamente abrogata con la 366.
Però se andate a rileggere quella legge, voi troverete tutti i principi che poi hanno determinato le scelte successive, le norme, le legislazioni, ed i contenuti degli indirizzi,
indirizzi proprio, di cui abbiamo un esempio in quelli del 1975, gli indirizzi governativi.
Ecco se voi andate a leggere la legge del 1936, voi trovate lì dentro tutti i principi ai quali si è ispirata man mano la legislazione speciale con le successive evoluzioni,
perché ci sono state sicuramente delle evoluzioni, di carattere concettuale, di carattere progettuale, ingegneristico. E allora un po' per cortesia, perché essendo stato
onorato da questo invito, io ho voluto estrarre dal titolo di questo convegno il problema, cioè la parola manutenzione.
Manutenzione.
La manutenzione è una manutenzione straordinaria che dovrà continuare; perché dai primi interventi attuati noi ci siamo accorti che è necessario
reintervenire.
Io sono andato a vedere degli interventi che il Magistrato alle Acque aveva fatto 40 -50 anni fa: muri, ripristino di scogliere, alcune marginature lungo i canali lagunari, e ho visto che
anche lì per via della modifica del trasporto, non a causa delle maree, non delle acque, c'è stato bisogno di ripristinare alcuni marginamenti, alcune scogliere che avevano
subito il degrado normale dal punto di vista statico. Ben sapete che ogni struttura che deve resistere ai movimenti dell'acqua, qualsiasi opera che sia a contatto con l'acqua, ha bisogno di
manutenzione straordinaria.
Il Magistrato alle Acque essendo competente anche nella difesa idraulica del triveneto ha esperienze: l'acqua non è protagonista dal punto di vista di oscillazioni, ma è
protagonista dal punto di vista di correnti, di scorrimento, ed esperienze sui fiumi valgono moltissimo; per dire che anche quelle difese e quegli interventi effettuati sui corsi d'acqua,
hanno bisogno di manutenzione straordinaria.
Penso che questo qui sia un problema oggettivamente naturale.
Tutte le vicende costruttive hanno bisogno di manutenzione: se voi vedete la realizzazione di certe grandi opere che so, il ponte di Morandi, non quello di Maracaibo, ma quello sul
Polcevera a Genova, un ponte bellissimo, ha avuto bisogno di manutenzione straordinaria, perché era un ponte strallato.
Architettura favolosa, però i tiranti erano annegati in masse di calcestruzzo ed il calcestruzzo doveva collaborare, e sapete benissimo che il calcestruzzo a trazione non lavora
tanto bene, non è tanto collaboratore.
Dappertutto problemi di manutenzione.
Venezia: sono contento di aver partecipato anch'io, anche noi, con la nostra Istituzione, a produrre ed a contribuire a questa manutenzione straordinaria., la quale deve continuare, deve
continuare, al di là di quelli che sono i concetti, di quelli che sono i problemi, i modi, come dire, la qualità, i parametri progettuali.
Al di là di tutto questo, quindi, avendo fissata la mia attenzione sulla parola manutenzione, vi posso parlare solo di questo.
Non ho con me, come dicevo prima, illustrazioni, non ho da proiettare niente, non ho niente di scritto, perché usiamo scrivere solamente ai nostri organi di controllo quando ci
sottopongono a rilievi necessari, allora sì che scriviamo le relazioni.
Potremmo raccogliere, nell'ultimo periodo, perché sono stato io il responsabile, sugli 800 decreti che dal 1991 ho firmato per l'attuazione degli interventi nella laguna di Venezia
e negli abitati insulari.
L'attività c'è stata, continua ad esserci, e adesso siamo in un momento di perfetta collaborazione con tutti gli altri soggetti: Insula per Venezia, a Chioggia pare si stia
formando un'altra Insula, un'altra società, non so se anche Sant'Erasmo seguirà a ruota.
Credo che sia questo: l'unione delle forze progettuali e delle forze economiche che per il momento, per fortuna, ci sono ancora; perché voi sapete che finora sono stati dati 7500
miliardi a Venezia ed alla sua laguna, spesi per una certa percentuale, come spiegato nella relazione al Parlamento, che viene presentata in occasione dei Comitatoni.
Il mio è stato solamente un saluto. E' cosa che faccio in questo momento chiedendovi scusa del disordine provocato nel calendario degli interventi, e cercate di avere un po' di
benevolenza per chi opera. Grazie.