Ing. Arc. Ivano Turlon - Direttore Insula Spa
In alcuni casi, anche il maggiore impegno per la conoscenza del sito, non è sufficiente ad ovviare le problematiche che possono emergere nell'area dell'intervento. Abbiamo, oggi, sentito interventi critici: va benissimo, la critica è sempre utile se servisse ad evidenziare carenze; mentre sembra importante migliorare l'informazione. Occorre aumentare lo sforzo in questa direzione anche se la Società ha sempre coltivato il dialogo con le persone, la comprensione dei loro problemi, e la ricerca della condivisione sulle caratteristiche e necessità degli interventi,
trasmettendo informazioni attraverso il periodico d'informazione, la corrispondenza e i contatti diretti con i Consigli di Quartiere e la cittadinanza interessata.
Oggi che già si è operato su circa 20 Km di sponde si hanno riscontri di una situazione dello stato di degrado e di alterazione strutturale non solo della parte pubblica ma anche dei molti edifici della città. La situazione è tale che una semplice operazione di messa in asciutto di un rio, che un tempo si faceva abbastanza periodicamente, può creare disagi. Vedasi ad esempio questa sezione di tavola n.5.
Ove la fondazione è costantemente soggetta alle escursioni di marea e quindi l'edificio è in continua ricerca di un proprio assestamento. L'intervento migliorativo del restauro del muro di sponda ha dato finalmente soluzione a tale problema anche se durante le operazioni l'attività della messa in asciutto e delle lavorazioni ha naturalmente accentuato i fenomeni fessurativi già esistenti.
Quello che si sta osservando nelle esperienze di questi cantieri è che la parte del suolo e del sottosuolo, anche soprattutto dell'edificato privato non è mai stato sufficientemente manuteso, anzi è stato veramente abbandonato subendo, di parimenti, forti alterazioni, dall'800 in poi, vuoi per l'arrivo dei sottoservizi, acqua e gas, vuoi per l'incuria del sistema fognario o per le alterazioni strutturali.
Sicuramente queste situazioni non conoscibili, non conosciute, possono essere elementi latenti di un'azione che viene a scatenarsi durante le fasi di cantiere.
La maggiore attenzione nei confronti di questa realtà e il coerente adattamento delle operazioni influiscono certamente sul rispetto dei tempi e di produzione programmati secondo un'ottica aziendale, ma sono criteri importanti e doverosi per chi si pone a lavorare in una città come questa, nel rispetto dei diritti delle persone che la vivono, in quanto è per loro che si fanno le opere.
Era bene però rilevare l'esistenza di un degrado generalizzato.
Tale degrado esiste nella parte pubblica, accentuato dai natanti, che non sono più le "peate" che si spingono a remi appoggiandosi sul fondo, ma barche di metallo che hanno motori potenti, ma esiste anche nella parte privata, accentuata dall'incuria e dalla mancata manutenzione, troppe volte limitata alle sole murature in elevazione.
Vi sono poi situazioni nelle quali l'edificio ha il piano d'imposta, della fondazione, superficiale. La figura 5 mostra una sezione di un caso reale ove la fondazione è posta a 70 centimetri sotto il pavimento, che si trova a + 1 metro dallo zero di marea Punta Salute. In tale situazione, l'edificio è costretto, con le semplici normali escursioni di marea, a trovare un costante equilibrio.
L'intervento migliorativo del restauro del muro di sponda ha dato finalmente soluzione a tale problema anche se durante le operazioni l'attività della messa in asciutto e delle lavorazioni ha naturalmente accentuato i fenomeni fessurativi già esistenti.
Queste sono le caratteristiche del tessuto urbano che, spesso, rendono problematici i cantieri, in quanto, di per sé non possono, in qualche maniera, non disturbare un sistema così delicato.
Per quanto riguarda le patologie delle murature, queste già le conosciamo. Nel 1994, quando ero stato invitato dall'Associazione a parlare di fondazioni e fondamente, le avevamo viste, sono patologie che stiamo riscontrando ormai regolari su quasi tutti i metri lineari di muratura sui quali si è intervenuti.
Queste sono illustrate nella , ove si nota che oltre il degrado fisico-chimico nella fascia intertidale, forte è l'azione erosiva dell'azione
meccanica delle eliche e delle sottopressioni pulsanti che, attraverso i cunicoli dei fognoli, qualora degradati, provocano un dilavamento interno con cedimenti parziali sia delle pavimentazioni che delle fondazioni.
Le successive immagini, che in parte abbiamo visto questa mattina, presentate dall'architetto Leandro, sono chiari esempi del degrado delle strutture su cui si opera:
Le successive immagini illustrano le tipologie di intervento che tendono alla conservazione con l'adozione di criteri progettuali riferiti al concetto di "miglioramento".
Interventi tipo di manutenzione:
L'intervento della sigillatura e saturazione degli interstizi della massa muraria mediante iniezione di malte colloidali, è stato sufficientemente spiegato, stamattina, dall'architetto Leandro e poi anche dall'ingegnere della Volteco. Nelle immagini si vedono le canule attraverso le quali avviene l'iniezione e la esecuzione di carote per la verifica della qualità dell'iniezione.
Come diceva questa mattina il tecnico della Volteco, uno dei problemi che stiamo valutando, per il quale stiamo facendo partire uno studio utilizzando un gruppo tecnico di valutazione e di osservazione, è quello della ricollocazione della malta di allettamento nella muratura da conservare oramai "a secco" a causa della degenerazione della stessa e del suo dilavamento per moto ondoso. A riguardo della tecnica della "iniezione" di malta per corroborare le murature oramai prive dell'originale legante, si registra che in Italia non ci sono praticamente normative. Le esperienze che stiamo facendo, hanno quindi, a mio avviso, una grossa valenza dal punto di vista tecnico e operativo che vale la pena di testare e di monitorare.
Il lavoro che si sta facendo, come abbiamo sentito questa mattina, riguarda la ricerca della composizione del "materiale", il controllo della sua dispersione negli interstizi, la specifica liquidità affinché possa permeare, oltre una serie di tecnologie, e di accorgimenti da adottare per verificare l'efficacia dell'iniezione.
Ulteriore aspetto, derivante dall'esperienza che si sta sviluppando in conseguenza dell'attività dei cantieri d'acqua, oltre una maggiore e diretta conoscenza del tessuto dell'area cittadina, oltre l'affinamento della gestione e il presidio delle problematiche di cantiere, è quello della convinzione che occorre conoscere meglio l'edificato, non solo per contenere le problematiche di cantiere, ma per rispondere anche al dettato previsto dal piano programma del 1994, cioè quello del risanamento igienico-edilizio anche negli edifici privati. Durante la "fase 1" l'edificio viene coinvolto solamente nel risanamento della parte spondale sul rio, mentre successivamente, nella "fase 2", dovrà essere interessato anche nella parte interna, in quanto il risanamento del suolo della città non può prescindere dal sinergico risanamento del suolo e sottosuolo dell'area coperta dagli edifici.