ARCHITETTI
VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI
Legge Speciale per Venezia
Documento approvato dall'Assemblea dell'Associazione,
inviato alla stampa, al Sindaco e all'Assessore alla Legge Speciale
L'Assemblea dell'Associazione Architetti Veneziani, riunitasi in seduta ordinaria il giorno 30 gennaio 2003 presso la Scuola dei Calegheri in Venezia, ha approvato il seguente documento:
"Dalle notizie di stampa e dalle fonti d'informazione ufficiali abbiamo appreso che il Governo ha previsto la spesa di Euro 3.441 Milioni (pari a 6.662 Miliardi di vecchie lire) per la realizzazione del progetto Definitivo degli Interventi alle Bocche Lagunari per la Regolazione dei Flussi di Marea (MOSE). Sono esclusi da questo finanziamento i Piani di Recupero Morfologico Ambientale della laguna e gli altri interventi connessi con le opere di regolazione delle maree alle bocche di porto.
Della somma suddetta il CIPE ha provveduto, con delibera del 29.11.2002, a rendere immediatamente disponibile la quota di Euro 450 Milioni, che va ad aggiungersi agli Euro 150 Milioni già affidati da Magistrato alle Acque al Consorzio Venezia Nuova per la realizzazione delle dighe foranee alle bocche di porto di Lido, di Chioggia e di Malamocco.
Complessivamente, dunque, sono Euro 600 Milioni (pari a 1.162 Miliardi di vecchie lire) che verranno spesi nell'arco di cinque anni per il sistema MOSE: nel 2003 si spenderanno Euro 135 Milioni, nel 2004 Euro 215 Milioni, nel 2005 Euro 146 Milioni e negli anni 2006 e 2007 rispettivamente Euro 80 Milioni e 24 Milioni, oltre gli ulteriori stanziamenti già previsti dalla Finanziaria 2003 per quell'ultima data per complessivi Euro 2841 Milioni, erogabili a tranche annuali di circa 700÷800 Milioni di Euro.
Tutte le cifre suddette non sono stornabili, per deliberato del CIPE, ad altre opere che non siano quelle destinate alla realizzazione del MOSE.
Sul versante degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità terrestre e acquea, del patrimonio edilizio pubblico e privato, il fabbisogno dei Comuni di Venezia, Chioggia, Cavallino Treporti e Mira per il 2003 è di Euro 60 Milioni, mentre per i due anni successivi è di Euro 224 Milioni ciascuno. In particolare per i contributi al risanamento conservativo del patrimonio immobiliare privato per ciascuno degli anni 2004 e 2005 (il 2003 è già finanziato) sono richiesti Euro 40 Milioni.
Alla luce delle cifre sopra esposte e della assoluta rigidità della legge finanziaria, notoriamente a corto di entrate e, quindi, di denaro da spendere e con le prospettive di ulteriori difficoltà economiche per i prossimi anni, duramente segnalate all'Italia anche dalla Commissione Europea, non si vede come sia possibile per il Governo finanziare le opere, pur necessarie, non solo di competenza del Magistrato alle Acque e diverse da quella attinenti il progetto MOSE, ma anche quelle di competenza della Regione e dei Comuni interessati.
Gli Architetti Veneziani ritengono che l'attuale incertezza dell'andamento climatico e del sistema Pianeta (vedi documento dell'ENEA che ipotizza nei prossimi cento anni la perdita per sprofondamento di ben 33 area d'Italia, tra cui la laguna di Venezia) unitamente alle osservazioni negative formulate in sede di CNR sul progetto MOSE, osservazioni da ritenersi condivisibili, rendano sicuramente obsoleto e necessario di revisione il progetto stesso.
Di più, alla luce della formulazione da parti diverse di progetti alternativi, che sembrano tutti prospettare una maggiore capacità di controllo del fenomeno delle acque alte, unitamente ad un minor impatto ambientale e, con buona probabilità, minori costi di attuazione e di manutenzione, ritengono che si debba procedere ad un accantonamento della prima fase esecutiva delle opere già programmate, insistendo nell'approfondimento degli gli studi sia del progetto MOSE, per meglio definirne capacità e limiti, per'altro già ampiamente evidenziati nella sempre valida VIA sul progetto generale, sia sui progetti alternativi.
Ciò sembra necessario anche alla luce del fatto che la crisi economica di dimensioni planetarie, ancora ben lungi dal vedere l'uscita del tunnel, e i suoi inevitabili riflessi sul quadro italiano renderanno sicuramente improbabili nei prossimi anni altri stanziamenti per la città, oltre a quelli assai cospicui sopra elencati, per cui si profila l'assurda ipotesi di vedere nell'anno 2014 l'inaugurazione del MOSE a tutela di una città abbandonata da oltre un decennio a se stessa, senza più gli interventi di manutenzione, di conservazione e di sostegno all'economia che fin qui ne hanno consentito la sopravvivenza: oltre alla città materiale patirebbe un grave danno anche l'intera economia cittadina, in particolare in termini di occupazione e di reddito di tutti coloro che non vivono di solo turismo.
Gli Architetti Veneziani, alla luce di quanto sopra, invitano operatori economici, imprese, professionisti e cittadinanza tutta a prendere coscienza dell'immane danno che si va profilando per la vita stessa della città e della sua popolazione, e sollecitano fortemente le autorità politiche cittadine e regionali a farsi portavoce nelle sedi opportune, e segnatamente nel prossimo Comitatone presieduto dal Presidente del Consiglio on. Berlusconi, delle effettive necessità e priorità della città.
Gli Architetti Veneziani chiedono che le somme messe a disposizione di Venezia e della sua laguna, sia quelle presenti negli atti programmatici che quelle già deliberate dal CIPE, siano sottoposte a revisione, opportunamente ridistribuendole tra sostegno degli studi, dei quali chiedono una forte ripresa aperta anche al contributo di altri operatori oltre a quello del concessionari unico, tra l'attuazione delle opere diffuse per la salvaguardia, come più volte richiesto da leggi degli anni passati e mai avviati con la necessaria convinzione, tra la manutenzione straordinaria e ordinaria della città e del patrimonio immobiliare pubblico e privato".
Architetti Veneziani
Associazione tra liberi professionisti
Venezia