Dichiarazione architetti. E' protesta
La Nuova Venezia - 22 gennaio 2000
VENEZIA. Era stata promessa sotto l'albero di Natale. E invece l'Associazione degli architetti non ha trovato nulla di ciò che sperava, ovvero il "ripristino"
della Dichiarazione iniziò attività che consentiva ai professionisti di cominciare i lavori di straordinaria manutenzione a partire dal trentesimo giorno successivo
della sua presentazione. Il tutto con notevole risparmio di tempo, e non solo. Sparita con la Finanziaria del '96, l'autodichirazione era stata caldeggiata dalle categorie
interessata e "annunciata" ufficialmente dall'Ufficio tecnico edilia privata del Comune.
Entro l'anno, con l'approvazione della variante al piano regolatore del centro storico sarebbe stato possibile riapplicare la Dichiarazione inizio attività anche per Venezia.
"Il ricorso a tale procedura - spiega il presidente degli architetti veneziani, Pierluigi Borella - oltre a ridurre notevolmente la mole di lavoro a cui sono sottoposti i tecnici
comunali, consente di ridurre incredibilmente i tempi burocratici per poter dare ai lavori edilizi".
Ma così non è stato. "La semplificazione burocratica - continua l'architetto Borella - può essere applicata solo sugli edifici ottonovecenteschi, escludendo
così gran parte del centro storico".