L'Associazione architetti veneziani al futuro sindaco
"Norme chiare e funzionari disponibili"
Il Gazzettino - 25 aprile 2000
Norme scritte in maniera chiara e soprattutto funzionari disponibili che non trattino i cittadini da "nemici". Sono due punti da cui prende le mosse un documento che
l'Associazione architetti veneziani rivolge al futuro sindaco.
Un lungo elenco di richieste divenute ormai inderogabili per il miglior funzionamento degli uffici comunali. Primo punto, dunque, l'atteggiamento dei funzionari che "dovrà
essere sempre non solo di grande disponibilità, ma soprattutto e sempre a favore dell'utente, naturalmente senza venir meno al rispetto della legge. Esattamente il contrario
di quanto da sempre avviene negli uffici pubblici e in modo particolare in quelli dell'Edilizia privata".
Strettamente collegato il problema della "forma "letteraria" data a norme e regolamenti": "infarcita do termini incomprensibili e inappropriati, per non parlare delle lacune e
delle contraddizioni", con il risultato che il cittadino deve affidarsi all'interpretazione del "funzionario sopra descritto - continua il documento - che per non perdere
autorità la interpreta sempre nel modo più punitivo per il cittadino".
Che fare? L'Associazione ha molte richieste a proposito, a comunicare dall'interpretazione delle "norme nel senso più favorevole al cittadino", alla ridefinizione dei "ruoli
dei funzionari secondo i principi della competenza, della responsabilità, del curriculum e verificati i risultati sul lavoro. Dovranno essere riscritte le principali norme,
specialmente quelle relative all'attività edilizia ed urbanistica (nta, prg e varianti) con un linguaggio appropriato, preciso e inequivocabile".
E ancora: "snellimento delle procedure di rilascio di autorizzazioni e concessioni"; "rispetto dei tempi previsti per l'esame delle istanze e il rilascio degli atti amministrativi"
"trasparenza degli atti"; "informatizzazione dell'ufficio edilizia privata con la possibilità di accesso telematico da parte dei professionisti, più volte promesso e
mai attuato"; "snellimento nelle pratiche di rilascio delle autorizzazioni Cosap per cui ci vogliono circa due mesi contro i 4,5 giorni di vent'anni fa".