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ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI




"Chi ha dato il permesso?"

L'Associazione degli architetti grida allo scandalo
"Cemento e acciaio progetto pazzesco"

La Nuova Venezia - 1 giugno 2000

VENEZIA. "Quel progetto é pazzesco. Chi può essere quell'ingegnere che lo ha firmato, quale organismo può avere approvato una cosa del genere?" L'associazione degli architetti veneziani grida allo scandalo. Cemento dappertutto e palificate in ferro, canali allargati e rettificati, sbancamenti di terreno e nuove strade. Tutto senza "controlli di qualità", in uno dei posti più delicati e più belli del mondo.
"E' intollerabile", dice Pierluigi Borella, e i cittadini sono davvero stufi di essere perseguiti penalmente se fanno più grande di un centimetro la finestra del loro bagno, mentre qui si sta devastando una parte di laguna. Nel giugno dell'anno scorso, con il sostegno degli architetti e del Consiglio di quartiere, gli abitanti di Torcello avevano chiesto e ottenuto un'assemblea pubblica con l'allora presidente del Magistero alle Acque, l'ingegnere Felice Setaro. Riunione infuocata, e al termine la decisione di Separo di sospendere i lavori per rivedere il progetto contestato.
Gli abitanti avevano chiesto una maggiore attenzione al patrimonio architettonico e all'ambiente naturale. "Si dovranno bandire materiali estranei come il calcestruzzo e l'acciaio", avevano scritto, chiedendo che i progetti fossero affidati a esperti competenti nelle varie discipline (storia, archeologia, ecologia, paesaggio, idraulica).
"L'unicità storica e ambientale di Torcello", scrivevano gli abitanti al Magistero alle Acque "richiede uno studio attento per individuare strategie di intervento graduali, flessibili e reversibili".

"Invece no", replicano gli architetti, "chissà chi si è pensato quelle strutture e per quale utilizzo, chi ha pensato di allargare e rettificare lo storico canale dei Bordignoni, la nuova strada". Insomma interventi stravolgenti. Che l'associazione dei professionisti intende ora contestare. "Noi siamo convinti che occorra conservare una qualità della progettazione e della realizzazione degli interventi", dicono, "invece si usano materiali estranei alla tradizione lagunare e si stravolge tutto".

La battaglia dunque continua. E ai comitati, associazioni e ambientalisti si aggiungono ora anche i professionisti. Per fermare lavori ritenuti incompatibili con la laguna e per evitare che lo stravolgimento continui.
(a.v.)



URL: http://www.architettiveneziani.it/stampa/00-06-01.html