Proposte di legge e proteste, cresce il fronte del
NO al Mose
Corriere della Sera
(Corriere del Veneto) -
Cronaca di Venezia-Mestre - 1 febbraio 2003
VENEZIA - Tre proposte di legge per cambiare la
Legge Speciale. E una raccolta di almeno 50 mila firme per bloccare il Mose.
E' la proposta lanciata dal deputato diessino Michele Vianello. Ma il fronte della preoccupazione per la politica del governo che accelera sul Mose e taglia, di conseguenza, tutti i finanziamenti
per il risanamento della città, si allarga. La Provincia ha votato un ordine del giorno contro il Mose, approvato anche dalla Lega Nord.
La CGIL ha annunciato un'iniziativa per il 4 febbraio, giorno del Comitatone. E ieri è scesa in campo anche l'Associazione degli Architetti, che chiede di destinare i fondi al risanamento
della città, approfondendo gli studi sulle dighe.
"Il Governo ha sottratto ogni valore e legittimazione alla legge speciale - ha detto l'onorevole Michele Vianello, promotore dell'iniziativa popolare illustrata ieri durante l'incontro pubblico
organizzato dalla sinistra ecologista - ma attorno alle conseguenze che questo comporta c'è il silenzio più assoluto.
Il Mose si porterà via per anni ogni finanziamento che fino ad oggi ha consentito di scavare i rii, di consolidare le fondamenta, di elargire ai privati contributi per i restauri e per le
giovani coppie contributi per acquistare casa a Venezia".
Le tre proposte di legge chiedono la riforma della legislazione speciale per Venezia, il sostegno delle imprese attraverso il riconoscimento di misure di rivalutazione socio-economica e una forma
di assicurazione per i residenti colpiti dall'acqua alta.
"L'imposizione dall'alto lascia agli enti locali coinvolti come replica l'ultima delle soluzioni possibili: il ricorso al Tar" ha detto l'assessore alla speciale Paolo Sprocati.
Anche la Provincia ha deciso di ricorrere al Tar contro le procedure per realizzare le prime opere().
"Lo scotto da pagare per il Mose (450 milioni di euro attinti dal bilancio ordinario dello Stato quest'anno, altri 2.991 divisi tra i prossimi anni a venire) - dirà la CGIL martedì
- è troppo alto."
E' quello che sostiene anche l'Associazione degli Architetti Veneziani che lancia un appello agli operatori economici, alle imprese, ai professionisti, e alla cittadinanza perché si prenda
coscienza "dell'immane danno che si va profilando per la vita della città e della sua popolazione".
Gli architetti hanno fatto i conti: per l'ordinaria e straordinaria manutenzione, i Comuni di Venezia, Cavallino e Chioggia, hanno bisogno di 60 milioni di euro nel 2003 e di 221 milioni per il
2004 e il 2005.
Per il restauro delle case servono 40 milioni di euro tra il 2004 e il 2005.
Per finanziare il Mose, non ci sarà un centesimo per il resto. Gli Architetti chiedono che la ripartizione dei fondi sia rivista e si approfondiscano gli studi per il Mose, anche alla luce
delle ultime ricerche sull'innalzamento del mare.
Consuelo TERRIN