"Quei soldi servono alla città"
La Nuova Venezia - 1 febbraio 2003
VENEZIA. I soldi della Legge Speciale per il restauro della città, e non per il Mose.
L'assemblea degli Architetti Veneziani, riuniti alla Scuola dei Calegheri, lancia un messaggio preciso all'amministrazione: "Al Comitatone di martedì, il Comune dica con chiarezza quali
sono le priorità per la città".
Gli architetti ricordano come "l'attuale incertezza dell'andamento climatico insieme alle osservazioni negative formulate dal Cnr, da ritenersi condivisibili, rendano sicuramente obsoleto e
necessario di revisione il progetto Mose".
Le argomentazioni degli architetti non sono soltanto di natura tecnica e ambientale, ma anche economica. Perché in questo momento il governo ha destinato tutti i finanziamenti stanziati
dal Cipe (450 milioni di euro) al sistema Mose, tagliando i fondi per la manutenzione.
"Occorre invece valutare i tanti progetti alternativi", propone l'associazione, "che sembrano prospettare una maggiore capacità di controllo delle acque alte insieme a minori costi e
minore impatto ambientale".
Invece, puntando tutto sulla grande opera, continuano gli architetti, "si avrebbe un Mose costruito nel 2014 con una città abbandonata da anni con l'economia cittadina e la residenza in
piena crisi".
"Le poche risorse disponibili", conclude l'Associazione "vanno invece destinate ad altri scopi, mettendo da parte il progetto escutivo del Mose, e rilanciando la progettualità (anche
affidata ad altri soggetti, oltre al concessionario unico Venezia Nuova) per attuare gli interventi di riequilibrio della laguna che le Leggi speciali prevedono da trent'anni.