Abitare i tetti di Venezia
Dal convegno degli architetti veneziani un'affascinante proposta
Il Gazzettino - 6 giugno 1996
(A.P.). La migliore manutenzione dell'esistente innanzitutto. Questo l'imperativo che va piano piano sostituendo l'aspirazione ai grandi progetti, la quale è
stata in Venezia spesse volte, negli ultimi decenni, niente più che occasione a prolungati tormenti, a nervosi e inconcludenti conflitti verbali.
Anche il Convegno della associazione "Architetti Veneziani" - celebrato ieri alla Scuola Grande di San Teodoro - ha inteso interpretare questo rinnovato interesse per il quotidiano,
per gli aspetti non minori del mantenimento dell'esistente, della stessa tradizione pazientemente adattata alle nuove realtà. E' venuto, detto Convegno, poco dopo il Corso
sulla manutenzione tenuto dalla fondazione Città d'acqua ma è stato pur esso un forte segnale, che può paradossalmente definirsi di novità, in quanto
prodotto del riaffermarsi, dopo l'orgia delle grandi improvvisazioni, della logica delle piccole opere tese ada rrestare con pazienti interventi, ed utilizzando le risorse
disponibili in termini edilizi, il decadimento di Venezia, e quindi l'esodo ed il peggiorare della qualità della vita. Trattenere a Venezia la gente è problema di
offerta di alloggi. Anche quelli appena sotto i tetti?
Perché no, il tema di ieri era proprio questo: "L'utilizzo abitativo del sottotetto". In una città oppressa dalle alte maree, con un franco altimetrico pericolosamente
diminuito, perché - ci si è deti - non ci si sbizzarrisce a creare soluzioni fantasiose, perché non si avverte com'è bello vivere potendo scivolare lo
sguardo fra altane, camini e cupole? Vi sono regolamenti che contrastano il riutilizzo di questi spazi preziosissimi in una città dai piedi perennemente in acqua come la
nostra. Cambiamoli, hanno ribattuto gli architetti. Rivediamo i limiti di altezza, comparandoli alla volumetria, rimoduliamo i parametri con i quali si misura la luminosità,
reinvestiamo antichi sistemi di areazione, persino i "copagati".
Gli oratori attorno questo tema nuovo e un poco curioso sono stati molti, igienisti: Luciano Cirpi, presidente dell'associazione, Luciano Minotto, presidente dell'Ordine, Nubar
Gianighian, Gianfranco Geron, Cristiano Fabris, Marco Ferrati, Maurizio Paveggio, Franco D'Andrea, Gianfranco Della Puppa, Giorgio Leandro, Alessandro Vio, Michael Bier, Piero
Mariutti, Alberto Resa, Marina Vio, Daniele Rigano.
Tutti d'accordo. Sottetto è bello. Anche se architettonicamente impegnativo. Nelle novitàdi queste indicazioni è sottesa in ogni caso una importante
indicazione: gli architetti veneziani hanno sui problemi urbanistici di Venezia idee proprie e rilevanti. Vogliono allora esserci anche loro laddove si decide la pianificazione
della città.