La risorsa sottosuolo
Convegno degli architetti
La Nuova Venezia - 16 dicembre 1995
VENEZIA. - Tornano i pozzi, con la possibilità di recuperare l'acqua piovana nelle cisterne. Da riutilizzare per le reti antincendio e il lavaggio delle
strade. E' una delle proposte emersa ieri dal convegno "La gestione del sottosuolo della città di Venezia", organizzato alla Scuola Grande di San Teodoro dall'Associazione
Architetti Veneziani.
Una giornata di studio dedicata alla progettazione del sottosuolo, particolarmente delicata e importante in una città come Venezia. Molte le proposte emerse, che riguardano
innanzitutto una "nuova cultura del sottosuolo". Una rete di servizi che assume sempre maggiore importanza, anche per i progetti delle reti telematiche in corso ad opera di Telecom
e Veneziana gas.
"Occore un'indagine conoscitiva della tipologia dei manufatti sotterranei", ha detto il presidente dell'associazione Maurizia Maschietto,"e una migliore programmazione che preveda
una grande collaborazione tra pubblico e privato".
Ed ecco allora le proposte avanzate dagli architetti. La prima è il risanamento del sottosuolo, con interventi che impediscano il risalire dell'umidità e della
salsedine. E più in generale la manutenzione complessiva, negli ultimi anni abbandonata. Tra le altre ipotesi avanzate ieri, quella di un sistema di cavidotti unificati, per
evitare le continue rotture di rive e fondazioni per far passare i cavi. E, infine, il recupero delle acque piovane e delle acque dolci utilizzate dagli impianti di refrigerazione
(dai 1000 ai 1800 litri l'ora) che potrebbero servire per evitare nuovi sprechi e creare reti antincendio e reti di lavaggio strade.
Tra gli interventi di ieri, quello del professor Ennio Concina ("Il regime giuridico del sottosuolo tra pubblico e privato") Giorgio Gianighian ("Venezia e l'acqua dolce"). Il
convegno è stato organizzato con la sponsorizzazione di Telecom, Enel e Veneziana gas.
(a.v.)