Licenze infinite
Edilizia privata senza personale
La denuncia degli architetti
La Nuova Venezia - 19 giugno 1997
VENEZIA. - Gli edifici dell'Edilizia priata non hanno personale, e i cittadini aspettano. I tempi per il rilascio delle autorizzazion si allungano e a farne le sepese
sono i comuni mortali che richiedono licenze e autorizzazioni per i restauri. Un quadro complicato da normepiuttosto complicate. Per fare il punto sulla situazione l?associazione
degli architetti veneziani ha organizzato per il primo luglio all'Ateneo Veneto una tavola rotonda sul tema "La nuova disciplina per il rilascio di autorizzazioni e concessioni
edilizie".
Parleranno il presidente Lamberto Dehò, il presidente dell'Ordine degli architetti Gianfranco Vecchiato, il magistrato del Tar Lorenzo Stevenato ( sui "problemi
interpretativi nel procedimento di rilascio delle licenze"), l'avocato Gianfranco Perulli (sulla figura del commissario ad acta prevista dalla legge quando il Comune non rispetta i
tempi fissati, cioè 60 giorni).
E, infine, il difensore civico della Regione Lucio Strumento che spiegherà la funzione del suo ufficio nei procedimenti amministrativi. Un problema sempre più attuale,
quello del rilascio delle licenze, che interessa migliaia di cittadini del centro storico, dell'estuario e della terraferma. I tempi di attesa si sono allungati, anche perché
l'organico degli uffici - soprattutto a Venezia - è stato drasticamente ridotto. Tra pensionamenti e trasferimenti mancano all'appello almeno sei persone su un organico di
16. Quasi tutti sono tecnici di zona, cioè coloro che devono valutare le domande e istruire le pratiche.
E le attese aumentano. Lo hanno segnalato gli architetti, che denunciano un rallentamento dell'attività di restauro. Ma gli stessi dipendenti ne sono consapevoli. Qualche
settimana fa hanno chiesto al loro dirigente di chiudere l'ufficio al pubblico per poter accelerare i tempi delle istruttorie. Ma il dirigente è andato in pensione e in
organico non è stato ancora rimpiazzato, le attese insomma, sono destinate a aumentare ancora. (a.v.)