"Una darsena oltre le leggi"
Il porticciolo di Sant'Alvise
Protesta l'Associazione degli architetti
La Nuova Venezia - 17 ottobre 1997
VENEZIA. "Quanti sono i cantieri in laguna all'insaputa di Comune, Soprintendenza e commissione di Salvaguardia?". A chiederselo è l'Associazione degli
architetti veneziani, che lancia un grido d'allarme sulla mancanza di controlli e autorizzazioni per le opere commissionate e realizzate dallo Stato.
Lo spunto è la nuova darsena costruita a Sant'Alvise, nell'area delle ex Ancore, dal Magistrato alle acque. Un marginamento in cemento e una nuova opera da molti definita
"inutile" , perché nel bacino recintato e attrezzato trovano ricovero pochissime imbarcazioni del Genio civile e dello stesso Magistrato. "Quello che è strano",
scrivono il presidente Lamberto Dehò e l'architetto Pierluigi Borella, "è che quella darsena ha colto di sorpresa non soltanto il comune cittadino ma soprattutto le
sedi preposte al rilascio delle autorizzazioni per nuove opere e alla tutela dell'ambiente lagunare e urbano, mai investite di alcuna richiesta".
"Quello che non sarebbe mai stato possibile ad alcun privato e nemmeno al Comune", scrivono gli architetti, "è invece permesso al Magistrato alle Acque". Altri esempi simili,
ricorda l'Associazione, sono le nuove costruzioni militari alle Vignole, il pontone vicino alla basilica di Torcello per i Gran Turismo.
"In una città dove tutto è rigidamente normato", concludono i professionisti, "non è ammissibile che ci sia chi può intervenire sul tessuto urbano senza
alcun controllo, nemmeno sella Soprintendenza". Il rimedio, secondo gli architetti, è quello di creare un organismo di controllo estraneo agli uffici statali che possa
"vigilare affinché tutti gli interventi in laguna siano realizzati nel rispetto delle norme vigenti". (a.v.)