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ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI




Gli architetti bocciano l'assessore

Murano. Una valanga di dubbi sollevata in Quartiere sulle varianti al Piano regolatore generale

Non convincono i ballatoi negli edifici pubblici, gli ambiti di trasformazione e gli incrementi di volume: "Proposte non sufficientemente qualificanti, la popolazione continuerà a subire le difficoltà logistiche".
Il Gazzettino - 25 ottobre 1997

Una valanga di dubbi sulla variante generale al Piano regolatore generale di Murano è stata in questi giorni sollevata in Quartiere dagli "Architetti Veneziani", un'associazione di liberi professionisti che, dopo un accurato studio del documento, ha preferito rendere pubbliche le conclusioni tratte.

"Da un'attenta lettura della variante al Prg di Murano, specificatamente relativa alle norme tecniche di attuazione, atta a verificare e produrre osservazioni alle suddette, ci siamo trovati impossibilitati a elaborare una qualsivoglia osservazione in quanto il testo, redatto dall'assessorato all'urbanistica, presenta una stesura ermetica o quanto meno non definisce con chiarezza i confini dei vincoli, delle prescrizioni, delle definizioni tipologiche che le norme preservano" commenta l'architetto Giuseppe Scaramal, il quale ritiene invece che un documento che regolamenti la pianificazione edilizia debba essere steso in una forma lessicale tale da rendere chiara e inequivocabile la norma.

Riguardo agli interventi denominati "ambiti di trasformazione" con progetti e piani di recupero, gli architetti hanno trovato nel documento una serie di contraddizioni: per esempio, appare inutile e assurda - secondo loro - la trasformazione unitaria della zona degli Orti.

Gli interventi sugli edifici pubblici stravolgono un dignitoso esistente per proporre tipologie estranee a quelle veneziane, ossia dei ballatoi. "Gli incrementi di volume, in parte a negozi e ad abitazioni, così ottenuti, innescano uno spostamento della popolazione ivi residente sostituendola con altra slegata dalle attività economiche e produttive dell'isola - osserva ancora l'architetto Leda Polo. Per quanto riguarda i negozi, la scelta è completamente sbagliata perché di recente la cooperativa Murano 2, la quale aveva ai pianiterra costruito con negozi, si prepara a chiedere la concessione edilizia per trasformarli in appartamenti.

Inoltre si renderanno necessari interventi ai sottoservizi. Tutto questo con una spesa che non giustifica l'intervento e l'esito finale". La variante, insomma - secondo l'associazione di professionisti - risulta sotto molti aspetti assolutamente illogica, al punto che si ritiene che le proposte del nuovo piano non siano sufficientemente qualificanti e che la popolazione continui ancora a subire le difficoltà logistiche del vivere in isola.

La proposta che è stata fatta da questi esperti consiste in una revizione della viabilità esistente con rifacimento e sistemazione dei selciati, l'eliminazione del ponte Serenella ritenuto inutile e pericoloso e l'acquisizione del patrimonio pubblico di tutte quelle strade ancora private allo scopo di migliorare la circolazione- E inoltre, l'individuazione di uno spazio sufficientemente ampio per creare un punto di socializzazione per i giovani e la riduzione dei vincoli imposti dalle norme tecniche di attuazione delle singole unità di spazio.
Manuela Lamberti




URL: http://www.architettiveneziani.it/stampa/97-10-25.html