Il Gazzettino - 16 giugno 1998
(S.T.) Il Consorzio Venezia Nuova ribatte alle osservazioni (vedi:
I peccati capitali alle Zattere), premettendo che
preliminarmente al progetto è stata fatta un'indagine conoscitiva a 360 gradi, non ultima quella storica.
Non è vero, sostiene dunque il Consorzio, che a Venia si siano sempre arrotondati gli spigoli delle rive, anche perché ciò porterebbe a scivolare. Lo spigolo,
dicono, è comunque leggermente arrotondato e certo acqua e tempo lo ammorbidiranno ulteriormente. L'incastro dei lastroni a "maschio e femmina" è stato scelto
perché dà maggiore tenuta statica. Le fughe sono state scaldate con malte a calce idraulica mescolata a pozzolana artificiale, un impasto, approvato dalla
Soprintendenza, simile al tradizionale ma di maggior durata e resistenza meccanica. E' vero che è più sicuro (soprattutto nella riva realizzata per prima) e per questo
è stato coperto con un impasto di marmo.
Quanto ai masegni, la metà almeno sono stati recuperati, e scalpellati non per allargare le fughe (che sono di meno di un centimetro, quasi a giunto unito) ma per
regolarizzarne superfici e bordi "massacrati" da vecchi interventi. I ma segni sono stati posati su sabbia e non alettati con malta; in alcuni punti si sono registrati dei cedimenti
di non oltre un centimetro, "naturali" vista la tecnica impiegata ma assai visibili per il contrasto con la pietra d'Istria delle rive, e ora la ditta che ha eseguito i lavori
rettificherà le quote.
Quanto alle rive a scalinata, sono state ricostruite esattamente come erano e dove erano, e se i piani d'appoggio debordano dalla sponda, è perché spesso a Venezia si
fa così per facilitare la discesa dalle barche. Il progetto, ovviamente, comprende anche l'infizzione di pali di ormeggio, che ora verranno posti in opera. Non si esclude che
a richiesta di qualche autorità sia stata posta qualche bitta in più rispetto alle presistenti.