Gli architetti contro D'Agostino
Accusano l'Edilizia privata di inefficienza e parzialità
L'assessore replica:
"Sono molti di loro a non saper lavorare"
Il Gazzettino - 29 marzo 1999
VENEZIA. E' scontro tra gli architetti e l'assessore Roberto D'Agostino, architetto pure lui e fino al giorno prima di entrare in giunta titolare di un avviato studio
di progettazione.
I primi accusano l'Ufficio tecnico edilizia privata di inefficienza e parzialità: in un documento inviato al Consiglio comunale scrivono che la struttura funziona lentamente
e male e avanzano sospetti sul fatto che alcune pratiche godano di un trattamento privilegiato, più celere. L'assessore, invece, accusa gli architetti di presentare spesso
"pratiche incomplete, insufficienti e mal fatte". Inoltre, aggiunge che molti ritardi si spiegano con il fatto che l'organico dell'ufficio è insufficiente rispetto alle
migliaia di pratiche da evadere.
Infine, ricorda che ogni pratica viene vista due volte perché, fino al momento in cu la Regione non approverà la variante del centro storico, in laguna vige
praticamente una doppia salvaguardia. Nel documento si legge che l'Associazione Architetti Veneziani si "fa portavoce dei malumori che si manifestano tra quanti operano a quotidiano
contatto con l'Ufficio tecnico edilizia privata per denunciare la grave situazione dovuta al malfunzionamento di questa struttura e i conseguenti danni economici che ne
derivano".
"Respingiamo - proseguono i professionisti veneziani, anticipando uno degli argomenti dell'assessore - le giustificazioni più volte addotte dalla Pubblica amministrazione in
merito alla mancanza di personale, denunciando tale situazione alla magistratura per l'accertamento di eventuali illeciti e responsabilità". In particolare gli architetti
segnalano quella che sembra essere una prassi diffusa da parte dei tecnici comunali, insomma un "sisema giustificativo dei ritardi", quello di richiedere atti integrativi alla
pratica originale in modo da giustificare il fatto di non riuscire ad evaderla in tempi accettabili.
L'Associazione ha già invitato tutti gli architetti veneziani a presentare la Dichiarazione di inizio attività anche per il centro storico; a vigilare e denunciare sui
casi di iter sospetti per eccessiva celerità di istruttorie e pareri; a non rispondere alle richieste di atti integrativi giunte successivamente al quindicesimo giorno dalla
presentazione dell'istanza; a ricorrere alla richiesta di nomina di un Commissario ad acta nei casi di superamento dei termini previsti per il rilascio delle autorizzazioni; a
pubblicizzare pareri su autorizzazioni o concessioni, al fine di permettere ai professionisti eventuali ricorsi o riesami.
Avanzano anche delle proposte per ovviare a questa situazione, chiedendo la possibilità di applicare la Dichiarazione di inizio attività anche in centro storico (ma
l'Avvocatura civica non è d'accordo), il rigoroso controllo sul rispetto dei tempi, l'applicazione della norma che concede al massimo 15 giorni di tempo per chiedere atti
integrativi, l'uniformità dei pareri istruttori.