Architetti con il dente avvelenato
Accusano l'Ufficio tecnico edilizia privata del Comune di inefficienza e di parzialità e hanno già consegnato un duro documento ai capigruppo minacciando un esposto.
L'assessore D'Agostino: gli organici sono insufficienti e le pratiche decine di migliaia
Il Gazzettino - 28 marzo 1999
(S.T.) Gli architetti veneziani sono sul piede di guerra contro l'Ufficio tecnico edilizia privata, accusato di inefficienza e parzialità. L'associazione
Architetti Veneziani ha nei giorni scorsi mandato un duro documento al capogruppo in consiglio comunale, e si è incontrata col presidente della competente commissione
consiliare, Giuseppe Scabro, per esternare preoccupazioni e critiche. Ma non basta: gli architetti intendono fare un esposto per il malfunzionamento dell'Edilizia privata.
"E' nostra convinzione - hanno scritto nel documento ai capigruppo - di respingere le giustificazioni più volte addotte dalla pubblica amministrazione, in merito alla
mancanza di personale, e di pazientare ulteriormente in attesa della sempre ventilata riorganizzazione dell'Ufficio, denunciando tale situazione alla Magistratura per l'accertamento
di eventuali illeciti e responsabilità".
Gli architetti, in particolare, chiedono che si possa applicare anche in Venezia insulare la Denuncia inizio attività (che l'avvocatura civica ritiene illegittima); il
rispetto del protocollo nell'istruttoria delle pratiche; che la richiesta di atti integrativi possa essere fatta solo entro i 15 giorni dalla data di presentazione delle domande,
perché non diventi un sistema giustificatorio per la lentezza nell'evasione delle pratiche; che ci sia, infine, un'uniformità di giudizi da parte dei tecnici, sulla
base di pareri quadro espressi dalle commissioni edilizie.
L'assessore all'Edilizia privata, Roberto D'Agostino, difende a spada tratta i suoi uffici. "Gli organici - afferma - sono insufficienti, mentre le pratiche sono decine di migliaia
all'anno, e praticamente vanno viste tutte due volte, dato che fintantoché non verrà approvata in Regione la variante del centro storico a Venezia vige una doppia
salvaguardia". L'assessore accusa poi gli architetti di presentare spesso "pratiche incomplete, insufficienti e mal fatte" e invita a denunciare direttamente alla magistratura gli
eventuali illeciti. "Sarò felicissimo", conlude.