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ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI
      
SPORTELLO UNICO E DINTORNI
D.I.A. : bilancio di un anno

Atti del 6° QUADERNO VENEZIANO
Ateneo Veneto, 13 dicembre 2002


Dibattito

(Seconda parte)


dott. Scattolin
Perché questo fare servizi igienici in più e fare i frazionamenti alle volte non è proprio un percorso virtuoso. Allora noi abbiamo detto che in questi casi si può risolvere con il fax. Uno dice: "guarda, ho una fossa per 12 persone già autorizzata".
Il meccanismo non è proprio così semplice. Noi ci inseriamo in questo procedimento edilizio nel dare la deroga, perché la legge in qualche modo imporrebbe comunque un adeguamento subito, quindi noi legittimiamo l'intervento dando la deroga.
Poi abbiamo detto: se uno cambia una finestra è chiaro che non deve cambiare la fossa settica, okay? Ma potrebbe cambiare il numero di gabinetti e non avere l'impianto autorizzato.
In quel caso lì gli diamo una deroga perché comunque siamo d'accordo che la conoscenza che noi avremo di quel sito anticiperà il progetto di risanamento, quindi non è una cosa che ci siamo inventati in base a un ribaltamento notturno da letto a castello.

Cioè noi abbiamo messo in piedi un sistema di risanamento della città che permette dei passaggi, che comunque non impediscono il raggiungimento dell'obiettivo del professionista, quindi di avere un tempo celere.
Abbiamo anche detto che nei casi più semplici uno ce lo può chiedere via fax, cioè può dire: "guarda, io ho una fossa autorizzata: se metto un altro gabinetto devo fare il progetto?", sa benissimo che riceverà la risposta "no" da parte dell'ufficio.
E questa risposta, siccome avviene in carta intestata, l'ufficio Edilizia Privata non può altro che accettarla, cioè non è che l'ufficio Edilizia Privata sui pareri dell'ambiente ci mette del suo.
Poi se lo Sportello Unico ci mette bocca, non se ne parla nemmeno, perché è firmata da un dirigente che ha la delega per l'inquinamento e non se ne discute, come io non discuto i progetti dell'Edilizia Privata.

Perché c'è anche un rispetto "intra ente" che deve essere chiaro. Ognuno si assume le proprie responsabilità, quindi su questa la risposta è no. Lei ha una fossa per 12 persona; uno dice: "non vado più nel gabinetto con mia mamma, me ne faccio uno per conto mio". In questo caso non deve fare l'impianto: è ovvio, ce l'ha già.
Lo chieda via fax. Se dopo l'Edilizia Privata dà delle risposte in questa fase transitoria diverse da quelle che l'ufficio dà dal '90, bisogna che si rivolga alla fonte.

Geom. Tommasin
La mia domanda è solo questa: sono obbligato a chiedere a lei per fax in questo caso?

dott. Scattolin
Sì, questo sì.

Geom. Tommasin
Quindi ha ragione l'Edilizia Privata o non devo farlo? Questa è la domanda.

Arch. Leandro
No, no, non devi chiederlo per fax. Scusa un momentino, se esiste un impianto autorizzato lo chiedi per fax. Se non esiste l'impianto autorizzato chiedi la deroga. Quello su cui stiamo discutendo è se non variando il carico inquinante, perché il numero degli abitanti è sempre lo stesso, serve la deroga solo per fare un servizio in più. È questo il problema che tu poni, mi pare di capire.

Geom. Tommasin
No, il problema è un po' diverso. Per fare un bagno in più, anche se gli abitanti non cambiano e c'è già una fossa settica approvata, devi comunque chiedere la deroga all'Ecologia.

Arch. Leandro
Scusate un momento. Darei la parola all'architetto Barbieri.

Arch. Barbieri
Quando uno è in possesso dell'autorizzazione allo scarico dei reflui e fa un bagno in più diciamo: "passate per l'Ecologia". E sono le parole che ha detto due minuti fa il dottor Scattolin.

Geom. Tommasin
Quindi è obbligato a passare per l'Ecologia, anche se gli abitanti non cambiano.

Arch. Barbieri
Scusa, il dottor Scattolin ha detto: "fatelo tramite fax", punto e a capo!

Geom. Tommasin
Non ci capiamo allora. Perché sono obbligato a farlo attraverso il fax se il carico è lo stesso?

Arch. Barbieri
Questo lo dice Scattolin, non lo diciamo noi.

Geom. Tommasin
Io, per carità, lo faccio per fax, basta che sia chiaro.

dott. Scattolin
Basta che non dite tutti quello che ho detto io, perché lo ridico di nuovo.

Geom. Tommasin
Allora, dottor Scattolin, noi siamo obbligati per forza a chiedere per fax?

Arch. Fabris
Io avrei un caso più esemplare, che è questo: all'interno di una struttura che ha trenta bagni, sposto un bagno da qua a là. Devo chiedere l'autorizzazione all'Ecologia?

dott. Scattolin
Aboliremo anche questo nell'ambito del procedimento. Per adesso, in caso di avviamento, è logico che lei può dichiarare che l'intervento è di spostamento del bagno. Possiamo metterci benissimo d'accordo così, c'è solo un intervento di spostamento del bagno senza una variazione del carico, lei ha già un impianto autorizzato per quella capacità, lei lo dichiara e noi potremmo accettare. Adesso questa procedura, in fase di avviamento, la facciamo con il fax.

Intervento
Io devo testimoniare che questo meccanismo funziona. Noi come architetti abbiamo sofferto e adesso bisogna dare atto che il suo ufficio, diciamo, mantiene fede a quello che ha detto. Però mi chiedo come mai l'Edilizia Privata rifiuta di pensare delle cose che parrebbero ovvie e ci farebbero risparmiare, diciamo, di fare delle cose ovvie.

Arch. Barbieri
Scusa un attimo, abbiamo appena detto che se sposto un bagno bisogna passare tramite fax per l'Ecologia. Perché qui si continua a dire: "l'Edilizia Privata vuole"? Non vuole niente.

Arch. Fabris
Perché bisogna fare di cose ovvie dei fatti formali? Cioè perché bisogna sempre formalizzare?

Arch. Leandro
Domanda di carattere generale questa.

Arch. Fabris
Sì, ma generale e, in questo caso, particolare. Perché bisogna formalizzare la banalità, l'ovvietà? Cioè qui è veramente voler affaticare per forza l'amministrazione e la mia è una tesi che è a vantaggio dell'amministrazione.
Quando si fa una domanda al SUAP, il SUAP riconosce tra i 70 mila casi già schedati quello oggetto dell'istanza e dà le risposte pertinenti. Questa cosa avverrà, ci auguriamo, anche con l'attivazione delle Sportello Unico dell'Edilizia Residenziale, per cui il fenomeno che noi abbiamo sempre trovato bizzarro, per non dire di peggio, del volume dei pareri della Commissione che interpreta le n.t.a. del Comune, inaccessibile ai professionisti potrebbe essere finalmente risolto. Circa l'impiego di fosse settiche, o di fosse "imhof", o di qualsiasi tipo di fosse, si parla sempre di strutture per insediamenti fatti in aree agricole, in zone non servite e lontani dagli altri edifici.
Quindi qui si vuol calzare le scarpe in un piede inadeguate e in più si dà il compito di far questo ai privati.

Arch. Leandro
Aggiungo che il codice civile dice che devi metterle a non meno di un metro dai confini di proprietà.

Arch. Fabris
E l'amministrazione pubblica in cinquant'anni se n'è sempre fottuta del sistema di depurare le acque a Venezia, ha detto al cittadino di arrangiarsi, facendo la fossetta, mettendo gli 0,4, etc. Ci pensasse un po' l'amministrazione pubblica a fare un bel progetto generale di depurazione delle acque! In cinquant'anni avrebbe potuto pensarci. Quanti anni dalla Legge Speciale, quanti ne sono passati? Dal '73 diceva il dottor Scattolin.

dott. Scattolin
La legge è del 16 aprile del '73.

Arch. Fabris
Nessuno ha fatto nulla, questa è la vergogna di questa città, altro che lo 04 per abitante o il bagno in più.

dott. Scattolin
Allora, chiariamo questo aspetto che riguarda le fosse. Abbiamo questi tre meccanismi. Uno l'abbiamo previsto per evitare che ci potessero essere dei ritardi nelle procedure con l'Edilizia Privata, visto il modo con cui loro trattano le pratiche, onde evitare che si innesti la necessità di fare un impianto di adeguamento.
Se c'è una piccola fossa settica già realizzata, basta fare la domanda tramite fax.

È pur vero che è ovvio, è pur vero che lo chiediamo all'inizio del procedimento, delle d.i.a., delle super d.i.a.; è anche vero che fra un po', spero fra pochissimo, quando lo Sportello sarà attivato, le informazioni verranno date direttamente da lì.
Questa procedura ovvia, che tanto vi preoccupa, io non la vedo così, diciamo, vessatoria nei confronti dei professionisti, i quali dovrebbero sì parlare di depurazione, ma anche saper fare bene i conti quando si parla di depurazione.
Noi non abbiamo mai dato bacchettate a nessuno e abbiamo cercato di, almeno, normalizzare gli scarichi in punti certi.

Dopo, se lo sviluppo tecnologico porterà a soluzioni avanzate in una città il cui sottosuolo, sotto i due metri dal piano di campagna, è pieno di sottoservizi interferenti con le normali reti di fognatura, bene: se qualcuno questo non lo vuole mettere nel piatto dei costi, delle difficoltà, sono problemi suoi.
Noi, come spesso facciamo, abbiamo fatto un piccolo passo; difatti, nonostante un'estate caldissima come quest'anno, nessuno è scappato dalla città, come avveniva qualche decennio fa. Quindi noi abbiamo dei riscontri positivi per questo primo intervento.
Dopo, quando la tecnologia ci permetterà un intervento più soft e più altamente ecologico, probabilmente il cittadino non sarà più obbligato a chiamare la ditta di espurgo ogni tre anni e mezzo.

Questo è quello che si chiede oggi, con le fosse settiche, al cittadino per la depurazione: non è che si chieda chissà che tipo di intervento, meno che per una caldaia a gas. Comunque, è una città fatta così. Chiunque avesse una soluzione praticabile migliore non si è ancora fatto avanti.
La città era nell'illegalità e io non sono qui per rispondere dell'inefficienza della politica, perché non sono un politico, sono un tecnico. A me è stato chiesto di dare una soluzione fattibile, a costi fattibili e sostenibili anche con la contribuzione pubblica, e la soluzione è stata trovata ed è stata approvata dal Parlamento italiano. Dopo, per il domani non so quello che verrà. Intanto abbiamo fatto questo.
Poi, se qualche genio si sveglia una mattina, ha un progetto eccezionale lo faccia pure, noi siamo qui sempre pronti a imparare.

Però, per quanto riguarda le procedure d.i.a. e super d.i.a., proprio per non caricare e sovraccaricare l'Edilizia Privata di compiti che in qualche modo venivano svolti, in precedenza, direttamente nel contraddittorio con la trasmissione delle pratiche, abbiamo deciso anche nei casi dubbi, tipo spostamenti di gabinetti dove ci fosse già una fossa, fate un fax e noi vi rispondiamo: "noi stiamo facendo questo intervento, è necessario un piano?", noi rispondiamo subito.
Può darsi che col tempo, fatta una casistica, come abbiamo sempre fatto, facciamo un elenco di interventi via Internet, concordato con l'Edilizia fra i dirigenti, con il dirigente dello Sportello Unico, e superiamo la difficoltà. Siamo in una fase di partenza con le d.i.a. e super d.i.a. e ci siamo preoccupati soprattutto che questo procedimento, voluto dalle categorie professionali, non avesse in noi un elemento di ritardo e questo, guardando le procedure che abbiamo fatto, sono certo che non c'è stato.

Dopo è migliorabile? Sicuramente è migliorabile, soprattutto su questo aspetto, che dice: "è ovvio che non cambia"; è ovvio che non cambia, sono d'accordo con voi. adesso ancora lo dobbiamo chiedere. Quando partirà lo Sportello faremo una casistica: "in questi casi non si chiede". Semplificheremo ulteriormente la procedura: siamo qui. Ci può anche essere una richiesta dell'Ordine degli Architetti o degli Ingegneri, di chiunque, di anticipare anche questa procedura.
Noi l'abbiamo istituita per non sovraccaricare l'Edilizia, perché si trova di fronte alla nuova linea delle concessioni, alla linea delle d.i.a., delle super d.i.a.. Sul terreno ambientale ci siamo sempre arrangiati da soli, fin dal '72. loro si sentono appoggiati da noi.
Quindi anche per quelle scelte che sembrerebbero banali, e magari anche lo sono, chiedono di appoggiarsi a noi, in modo da essere certi. Tutto qua. Quindi è una fase di transizione che potrebbe finire posdomani.



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