Logo Architetti Veneziani
ARCHITETTI VENEZIANI
ASSOCIAZIONE TRA LIBERI PROFESSIONISTI
      
SPORTELLO UNICO E DINTORNI
D.I.A. : bilancio di un anno

Atti del 6° QUADERNO VENEZIANO
Ateneo Veneto, 13 dicembre 2002

Arch. Giovanni Rudatis

Assessorato all'Urbanistica


Ho alcune sottolineature da fare al discorso introduttivo del vostro Presidente, architetto Leandro, e alcune anche considerazioni cui dati che presentava prima l'architetto Bello.

Mi ricordo che ci siamo trovati qui, con la Vostra Associazione, per discutere di d.i.a. e presentare la questione della d.i.a. prima che questa entrasse in vigore.
Mi ricordo che oltre a me c'era anche un giurista e quindi ne parlavamo in maniera abbastanza completa, in forma, in qualche modo, di relazione data e fornendo tanti numeri, leggi e quant'altro, con una preoccupazione, soprattutto: con la preoccupazione che questa cosa, in qualche modo, non partisse, vuoi per colpe, per ritardi o quant'altro, nostri, come amministrazioni comunali, vuoi per preoccupazioni da parte degli architetti e professionisti in genere.

Invece colgo con grande soddisfazione dai dati che accennava prima l'architetto Bello il fatto che la denuncia d'inizio attività sia stata attivata e i professionisti hanno in qualche modo aderito a questa nuova procedura e che l'Amministrazione è riuscita in qualche modo anche a produrre in tempi abbastanza brevi, credo, spero, anche la modulistica e quant'altro per facilitare la possibilità di procedere all'esecuzione di opere attraverso la denuncia d'inizio attività.

E qui viene la sottolineatura che volevo fare: quello che accennava prima l'architetto Leandro era quello di questo nuovo ruolo, in qualche modo, che vengono ad assumere i professionisti; cioè era chiarissimo quanto esponeva prima il vostro Presidente, il fatto che gli architetti oggi, professionisti in genere, sono chiamati a una diversa responsabilità.
Giustamente diceva, in maniera esemplificativa: prima si era abituati a chiedere all'amministrazione e l'amministrazione rispondeva, adesso invece c'è un ruolo in qualche modo attivo.
Cogliere il fatto che i professionisti, anche per voce di un loro rappresentante, abbiano colto questa differenza di atteggiamento, credo sia un altro elemento molto positivo.

Ultima questione che sollevava l'architetto Leandro, che mi pare valga la pena sottolineare, è la questione di ridurre la massa cartacea.
Sono d'accordo, è evidente che più riusciamo a semplificare meglio è.
Però penso che possa essere questo anche un processo, cioè la semplificazione non è una cosa che possa essere attivata all'improvviso e mi pare che l'architetto Bello abbia dimostrato anche disponibilità in questo senso, cioè nel senso di poter, in qualche modo, semplificare alcune cose, cioè se non servono si possono fare dopo, se non sono necessarie subito si possono vedere e rivedere, e questo credo sia anche un altro dato positivo a dieci mesi dall'applicazione della d.i.a. e questo mi pare che sia un elemento positivo, sia per come l'hanno recepito i professionisti e sia da parte dell'amministrazione.

Aggiungo una cosa, una cosa in particolare, cui accennava prima l'architetto Leandro sulla documentazione: è vero, per conto mio, cioè non serve che il professionista, consegni documentazione che è già in possesso dell'amministrazione; però a volte anche in questo processo cerchiamo di vederlo come facilitazione reciproca, se vogliamo.

È evidente che agli uffici è più semplice, per esempio, esaminare una pratica se hanno già l'estrattino, se vuoi, del P.R.G..
Non credo sia molto difficile, non credo costi molto. Su questo anche noi ci stiamo attivando, perché è evidente - e lo dicevo proprio nell'incontro dell'altra volta - che è necessario che noi ci attiviamo in un duplice modo: uno su come diffondere e distribuire, far conoscere, la pianificazione, e l'altro, è su che tipo di pianificazione fare perché questa possa essere direttamente attivata tramite d.i.a.

Ho un piccolo annuncio su questo: a tempi brevi speriamo di essere in grado di mettere su Internet tutto il Piano Regolatore di Venezia, Città antica, Venezia e Murano.
Non solo, venderemo anche il dischetto, in modo che uno, se vuole, quindi, può lavorare, fare estratti, fare tutto quello che vuole. Inoltre contiene una banca dati, dove è inserito tutto l'anagrafico; cioè è possibile ritrovare la destinazione, l'uso, la tipologia, le norme di una determinata unità edilizia attraverso la semplice conoscenza dell'anagrafico, cioè è interrogabile anche per anagrafico.

Ritengo che sia un elemento semplificativo per poter presentare poi la d.i.a., uno a casa sua ha tutte quante le sue norme di quella unità edilizia esattamente così come sono ed esattamente così come stanno.
Si compera il CD, che vedremo a quale prezzo potremo mettere in commercio, e quindi credo che questo vada nella direzione di aiutarci reciprocamente, anche se a volte si chiede un po' di più, però questo qui facilita, perché poi l'esame della pratica è più semplice, più veloce e più facile.

L'ultima cosa che volevo dire, perché oggi non ho molto da dire, non ho da raccontarvi come è possibile fare la d.i.a., oggi credo sia più utile fare un po' la sintesi di questi primi dieci mesi e vedere quali sono i problemi da risolvere, come è stata finora applicata: il discorso sulla pianificazione. Abbiamo già elaborato dei piani che possono essere attuati tramite la semplice denuncia d'inizio di attività.

Vogliamo arrivare anche a una sorta di prontuario, chiamiamolo, di definizione perché di questi piani si possa dire: "questo si può fare con d.i.a. e questo no", in modo che sia in qualche modo certo e chiaro a tutti quali sono le caratteristiche per poter attivare l'intervento tramite denuncia d'inizio attività, perché un conto è l'intervento sulla Città antica, con interventi fino alla ristrutturazione edilizia, e fino a lì grossi problemi non ce ne sono, un conto, per esempio, è quando si tratta di elementi edilizi aggiuntivi.
Stiamo predisponendo per la Giudecca, uno strumento attuativo che possiamo già dichiarare procedibile tramite denuncia d'inizio attività.

Abbiamo fatto anche degli atti ricognitivi; sapete che la 443 prevede per i piani approvati prima dell'entrata in vigore della legge stessa la possibilità che il professionista richieda, soprattutto in piani d'iniziativa privata questo, e quindi questo l'abbiamo fatto soprattutto in terraferma perché in centro storico non è che ci siano piani d'iniziativa privata per il momento; il professionista richiede l'atto ricognitivo ed entro i trenta giorni il Consiglio Comunale verifica se ha questi famosi requisiti: che ci sia il planivolumetrico, che ci siano le caratteristiche costruttive, tipologiche, formali, etc. etc., per poter procedere tramite denuncia di attività.

Ne abbiamo già fatti tre o quattro, e sono atti ricognitivi che riusciamo a fare entro un mese, come prevede sostanzialmente la legge.
Cercheremo di fare un atto ricognitivo complessivo su tutti quanti i piani, in modo da dare certezza direttamente su questo.

Stiamo, appunto, elaborando anche per chi dovrà presentare piani - perché adesso sono solo d'iniziativa pubblica, dopo cominceranno ad arrivare anche piani su iniziativa privata, per esempio, a Murano abbiamo alcune iniziative private di presentazione di piani di recupero - quali sono le caratteristiche che si richiedono, perché un conto è descrivere così sommariamente in quattro parole e un conto è dire cosa effettivamente il professionista dovrà produrre, il professionista privato che produce il piano, e che cosa noi dovremmo produrre se il piano è d'iniziativa pubblica perché questo sia attivabile tramite denuncia d'inizio attività.
Dal punto di vista dell'amministrazione come Urbanistica credo di non avere altro da dire oggi su questa questione.

Arch. Leandro
Ringrazio l'architetto Rudatis. Interessante quello che ha detto, soprattutto questa promessa di fornire in tempi speriamo brevi su supporto informatico la variante del centro storico, e questa sarà una ragione di più per non allegare noi l'estratto, perché come potremmo noi nei nostri studi cliccare ed avere dal numero anagrafico la normativa di quell'edificio lo farà anche il nostro collega dell'amministrazione pubblica, invece di sfogliare un fascicolo cliccherà sulla sua tastiera l'anagrafico corrispondente e vedrà la normativa.

Questa non è una battuta, è per dire che a noi va anche bene nelle fasi di avvio di queste procedure trovare delle forme che in qualche modo si configurano come collaborazioni tra il professionista e l'amministrazione, benissimo, noi allegheremo queste cose, etc.; però in prospettiva deve essere un'ulteriore semplificazione da dare alla pratica.

Arch. Rudatis
In prospettiva, se le leggi ce lo consentiranno, potrete trasmettere il progetto d'inizio attività addirittura tramite e-mail.

Arch. Leandro
Chissà! Va bene, grazie, architetto Rudatis.
Darei la parola al dottor Scattolin, al quale però devo una testimonianza, lo faccio a titolo personale e spero però di interpretare un poco anche l'opinione dei miei colleghi: il dottor Scattolin è stato a lungo nel mirino dei nostri obici, per i problemi che ci poneva con l'approvazione delle pratiche relative agli scarichi reflui.

Credo sia giusto e corretto dare atto che in questi ultimi mesi l'ufficio del dottor Scattolin ha dimostrato un'efficienza che noi approviamo. Abbiamo sostanzialmente due procedure attivate dal suo ufficio: una, che è veramente rapida, è l'attestazione che su un certo edificio esiste un progetto approvato, e questa è una prassi che noi attiviamo con uno scambio di fax, quindi sostanzialmente nel giro di 24 ore; l'altra, invece, è quella o di approvazione di un progetto o di rilascio di un'attestazione in deroga, che negli ultimi tempi ha comportato delle procedure estremamente abbreviate.

Infatti oggi noi siamo sull'ordine mediamente del mese, talvolta anche qualcosa meno, tra la presentazione di una domanda di approvazione di una fossa settica e il rilascio dell'approvazione stessa.

Dottor Scattolin, quello che noi chiediamo è se lei, per esempio, è d'accordo, perché è giusto avere anche il suo consenso, che noi professionisti dichiariamo gli estremi dell'atto autorizzativo senza allegare copie dello stesso alla procedura d.i.a.




Architetti Veneziani
Associazione tra liberi professionisti
Cannaregio 5826a - 30121 Venezia
Telefono-Fax 0415239720
e-mail: info@architettiveneziani.it 
URL:http://www.architettiveneziani.it/unico/urudatis.html
XHTML 1.0 - CSS2 - WAI AA