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D.I.A. : bilancio di un anno

Atti del 6° QUADERNO VENEZIANO
Ateneo Veneto, 13 dicembre 2002

Dott.ssa Eliana Zuliani

Assessorato ai Tributi


Buonasera a tutti.
Come sapete l'Ufficio Tributi è competente per il rilascio delle concessioni per l'occupazione di spazi e aree pubbliche e per l'applicazione del cosiddetto COSAP, ossia il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche.

In questa veste l'Ufficio Tributi è competente anche per il rilascio delle concessioni di occupazione del suolo con assiti, impalcature e quant'altro.
Prendo atto del rilievo sui tempi che ha fatto l'architetto Leandro, e prendo peraltro atto di uno scollamento tra la normativa statale sulla d.i.a. e il vigente regolamento che l'Ufficio Tributi deve attualmente seguire.

Questo regolamento prevede un tempo standard di 60 giorni, non solo, ma anche l'acquisizione di due pareri, che sono il parere della Polizia Municipale e il parere dell'Ufficio Lavori Pubblici - Servizio Viabilità.
Il parere dei vigili urbani è dato appunto a fini viabili, per verificare che non vi siano pericoli o intralci alla circolazione, secondo quanto stabilito dal Regolamento di Polizia Urbana.

Invece il parere del Servizio Viabilità dei Lavori Pubblici viene dato ai fini della tutela del sedime stradale.
Come Ufficio Tributi abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze di chi richiede la concessione, cercando di diminuire i tempi di rilascio.

Ad esempio, grazie ad un accordo interno tra noi e la Polizia Municipale, non c'è più corrispondenza cartacea con invio documentazione, richiesta parere, attesa dei tempi di risposta e acquisizione parere.
Ogni settimana il responsabile delle sezioni territoriali dei Vigili di Venezia viene all'Ufficio Tributi con gli operatori di vigilanza competenti per esprimere il parere in conferenza dei servizi.
Il tempo di risposta per questo parere ha quindi un tempo di risposta sui 10, 15 giorni. Un po' più lungo, invece, è il tempo di risposta per acquisire il parere del Servizio Viabilità dei Lavori Pubblici.

Questo abbiamo potuto fare finora sotto il profilo dell'organizzazione interna dell'ufficio, per "ritagliare" e "accorciare" i tempi.
Certo vi è uno scollamento tra normativa statale e regolamento comunale vigente, pertanto occorrerà intervenire sul regolamento comunale in modo da potersi adeguare alla normativa statale.

Arch. Leandro
Ringrazio la dottoressa Zuliani. Credo appunto che la situazione di scollamento illustrata, che è tra le più macroscopiche tra quelle che stiamo esaminando, davvero apra l'ipotesi ad un confronto tra gli uffici e tra gli uffici e i professionisti.
Mi dispiace che non sia presente oggi qui un rappresentante dei Lavori Pubblici. Io non li ho invitati perché mi era sfuggito che sono anche loro competenti come parere per quanto riguarda la Cosap. Credo sia un terreno sul quale bisognerà lavorarci assieme.

Adesso darei la parola all'architetto Claudio Menichelli della Soprintendenza, chiedendo a lui di fare un intervento abbastanza a ventaglio, se è d'accordo con me.
Un po' sulla questione, come dire, dei tempi, come dicevamo prima. La Soprintendenza, come voi sapete, ha un modo di lavorare assolutamente diverso da quello di tutti gli altri uffici, perché in sostanza non deve applicare delle n.t.a., non applica delle norme.

L'occhio col quale guarda i progetti è attento a altre cose. Può essere favorevole a un progetto che, invece, viene diniegato dall'Amministrazione Pubblica e viceversa: può diniegare un progetto che per l'Amministrazione Pubblica è realizzabile.
Proprio per questo ha un modo di operare con scadenza settimanale, perché - se sbaglio mi correggi, Claudio - le decisioni della Soprintendenza sono prese collegialmente, in una riunione che, se non erro, avviene al lunedì, per cui si va da un lunedì all'altro per avere i pareri della Soprintendenza.
Questo ovviamente comporta il rispetto di determinati tempi.

È comunque un dato di fatto che sugli edifici notificati oggi noi abbiamo tempi relativamente più lunghi per avere le approvazioni che ci necessitano.

Chiederei poi all'architetto Menichelli di esprimersi anche sulle cose che diceva poco fa il dottor Scattolin, il quale ha ricordato come gli interventi che riguardano gli impianti di depurazione siano interventi che vanno fatti sulla base di una serie di normative sia di tipo legislativo che di tipo tecnico.

Questi progetti, che noi presentiamo e che l'ecologia ambiente ci approva, sono progetti che a volte possono presentare dei problemi incompatibili con l'edificio nel quale noi andiamo a operare.
La realizzazione di fosse settiche all'interno degli edifici veneziani, specie quando si tratta di fosse settiche che riguardano condomini, quindi notevoli volumi abitativi con necessità di smaltimento rifiuti, sono interventi che incidono sulla stabilità degli stessi edifici, perché vanno a creare situazioni nel terreno di scavo, prima di compattamento, poi di sovraccarico, di vicinanza con situazioni fondazionali, che talvolta rendono la realizzazione di questi progetti veramente impossibili o quanto meno sconsigliabili.

Noi abbiamo più volte posto questa questione all'attenzione dell'Amministrazione, chiedendo anche che l'Amministrazione studi un modo, qui non so dire quale ma un modo ci deve pur essere, di poter realizzare queste opere anche fuori dell'edificio, nello spazio pubblico, con apposite convenzioni col Comune e, laddove questo sia possibile, senza intralciare quello che è l'utilizzo del sottosuolo al fine del trasferimento di servizi, quali gas, acqua, elettrodotti e via di seguito.
È un problema molto serio a mio parere che credo vada affrontato e risolto studiandoci sopra.
La parola, quindi, all'architetto Menichelli.




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